Reale o Royal, a Monza passerella di moto Enfield in Villa

Reale o Royal, a Monza passerella di moto Enfield in Villa
17 Luglio Lug 2016 17 luglio 2016

Antico e moderno insieme, per determinati centauri appassionati o per neofiti curiosi e vogliosi d’innamorarsi: le moto Royal Enfield alla Villa Reale di Monza

Si può restare affascinati da qualcosa di cui non si è affatto esperti? Sì, è possibile. Chi scrive non ha quasi per nulla dimestichezza con il mondo delle due ruote. Ma queste motociclette nuove fiammanti che sfidano il sole di luglio davanti alla Villa Reale di Monza, belle anche solo da vedere, con i colori anodizzati, dalla sabbia sahariana al verde militare, celeste e blu, rossa come le rose del vicino Serrone, o nera come uno scarabeo che sguscia via nel traffico. Beh, queste motociclette un qualcosa te lo fanno provare. Non foss’altro perché sono figlie della produzione motociclistica più antica al mondo.

Royal Enfield, così si chiama la moto, oggi del gruppo indiano Eicher Motors, fiore all’occhiello di una fabbrica nata nel 1891 in Inghilterra (il marchio fu autorizzato nel 1893). Per capirci, in quell’anno Thomas Edison brevettava la radio, papa Leone XIII promulgava l’enciclica Rerum Novarum, la Seconda Internazionale socialista riunita a Bruxelles proclamava il 1° maggio festa dei lavoratori. Era quella un’Inghilterra figlia di due rivoluzioni industriali e madre di un Grande Impero, sì di civiltà, ma anche da tenere con le armi. Che erano uno dei core business di fine ottocento della fabbrica inglese.

Infatti “Made like a gun, goes like a bullet”, recita il motto di questa storia di meccanica e motori, cioè “costruita come un cannone, viaggia come un proiettile”. E qui intendiamoci. Costruita come un cannone, cioè nel rispetto di una tradizione artigianale del motore alla quale gli italiani restano affezionati. “Per fare una moto del genere ci vuole una settimana. È tutto lavoro artigianale, pezzo per pezzo. Persino gli ornamenti sul serbatoio sono dipinti a mano libera”, precisa Tommaso Valentino, amministratore della Valentino Motor Company, che distribuisce in esclusiva questi gioiellini lungo la Penisola. Un casertano sveglio ed espansivo, uno che alle due ruote ha dedicato pezzi di cuore e di vita: “Quand’ero giovane (è nato nel 1985!, ndr) ho corso con Simoncelli e Stoner, tra gli altri”. E giù una serie di aneddoti sul mondo magico e maledetto delle corse, su una pista lasciata per seguire le orme paterne in azienda. E qui interviene la seconda parte del motto della Royal Enfield, “come un proiettile”. Chi scrive, non sapendo guidare una motocicletta, ha provato- rigorosamente sulla parte posteriore della sella!- un giro sulla Bullet, nera ed elegante. Le caratteristiche tecniche di alcuni modelli Royal Enfield le trovate in fondo all’articolo, per il resto il sito internet del marchio a due ruote soddisferà ogni curiosità dei più esperti.

Una delle cose più emozionanti del giro di prova è il “pot-pot-pot” del motore al minimo, come si dice. Cioè di un rumore romantico, quasi d’altri tempi, e di una velocità di crociera seppur spedita che ti fa godere anche delle strade di bassa Brianza. Comunicata al giovane imprenditore Valentino questa sensazione, anziché una risata di scherno o di compatimento nei confronti del giornalista profano, la reazione è: “Proprio così, le Royal Enfield sono prodotti di nicchia, per un pubblico che cerca nelle due ruote emozioni di un certo tipo, non l’elettronica, non prestazioni da MotoGp. Direi che quel rumore che fa il motore al minimo è il battito del cuore della moto. È la differenza emozionale che passa tra un motoscafo e un gozzo, due modi di vivere il mare totalmente diversi”. Quindi sono proiettili, ma di emozioni soprattutto. La velocità consente viaggi rilassanti o di servizio. Infatti le Royal Enfield vengono prodotte in un impianto a Oragadam, in India, laddove la motocicletta è un mezzo di trasporto diffuso obbligato in un Paese in cui la benzina costa parecchio (e spesso, contro ogni buon senso, la moto è un mezzo anche collettivo).

Cuore antico in un corpo moderno: basta guardare il motore, il telaio, il proiettore, le sospensioni, il cambio. E questo è il fascino di una storia inglese trapiantata in una grande nazione britannica come l’India e che passa in Italia nel casertano tra il teatro romano di Santa Maria Capua Vetere e la zona industriale di Maddaloni. Antico e moderno insieme, per determinati centauri appassionati o per neofiti curiosi e vogliosi d’innamorarsi, non per tutti.

Bruuuuum, bruuuuum? No! Pot-pot-pot-pot, secco e imponente… il viaggio inizia, tutto da gustare.

ROYAL ENFIELD MODELLO BULLET

Motore OHV monocilindrico a 4 tempi, raffreddato ad aria, ad accensione comandata, 499 cc

Potenza massima: 20,3 kw (27,2 CV) a 5250 giri al minuto

Coppia massima: 41,3 Nm a 4000 giri al minuto

ROYAL ENFIELD MODELLO CLASSIC

Motore OHV monocilindrico a 4 tempi, raffreddato ad aria, ad accensione comandata, 499 cc

Potenza massima: 20,3 kw (27,2 CV) a 5250 giri al minuto

Coppia massima: 41,3 Nm a 4000 giri al minuto

ROYAL ENFIELD MODELLO CONTINENTAL

Motore OHV monocilindrico a 4 tempi, raffreddato ad aria, ad accensione comandata, 535 cc

Potenza massima: 21,4 kw (29,1 CV) a 5100 giri al minuto

Coppia massima: 44 Nm a 4000 giri al minuto

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