"Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all'Università"

Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all'Università
8 Gennaio Gen 2017 08 gennaio 2017

L'ultima sciocchezza liberal a Londra: "No ai filosofi bianchi, sono colonialisti". La replica del vicerettore: "Il politicamente corretto è completamente fuori controllo"

Gli studenti della facoltà di studi orientali e africani dell’Università di Londra non vogliono studiare più Platone e Kant. E nemmeno Cartesio, men che mai Bertrand Russel, figurarsi Hegel e (forse) persino Marx. Hanno una grave colpa, questi filosofi: sono bianchi, quindi sarebbero - secondo l'estensione acritica dell'estremismo politicamente corretto - tutti esponenti del colonialismo (non solo culturale) che andrebbe subito espulso dalle istituzioni accademiche. E studiati solo se necessario e in stretta correlazione alle tematiche coloniali.

Uno degli obiettivi dichiarati dell’unione degli studenti (la Soas Student Union) che ha lanciato l’ultima crociata del politicamente corretto ha come obiettivo quello di “assicurare che nei corsi venga presentato il pensiero dei filosofi del Sud del mondo o della diaspora. Il Soa è focalizzato su Asia e Africa e quindi le tesi e le teorie da studiare dovrebbero essere presentate dal pensiero dei filosofi asiatici o africani”. E ancora: “Se è proprio necessario dover studiare filosofi bianchi, ebbene si insegni agli studenti a guardare ai loro lavori in maniera critica e magari rapportare i loro studi alla loro posizione sul colonialismo”.

Un'enormità senza pari, che ignora secoli e secoli di storia e scambi, una di quelle castronerie di quelle che se pronunciate a un qualsiasi esame ti farebbero prendere a calci anche dal più scafato e stanco degli assistenti.

Per fortuna, almeno nelle istituzioni accademiche, sembra che proprio nessuno abbia la benché minima intenzione di cedere all’ultima sciocchezza politicamente corretta. Come riporta il Daily Mail, c’è stata una raffica di solenni bocciature alla bislacca idea degli studenti del Soas.

Il vicerettore dell’Università, sir Anthony Seldon, ha praticamente scolpito e imposto la pietra tombale su ogni ragionamento del genere di quelli propugnati dalla Soas: “C’è un pericolo vero, il politicamente corretto è fuori controllo. Noi dobbiamo studiare per capire il mondo e non per riscrivere la storia così come ci piacerebbe che fosse andata”.

Anche il filosofo Roger Scruton, che appena a giugno è stato insignito del prestigioso Knight Bachelor, ha rampognato malamente gli studenti: “Questa proposta trasuda ignoranza e lascia intravedere la volontà di restarci immersi dentro. Non puoi rottamare il pensiero se non lo conosci e di sicuro questi non sanno nemmeno cosa vogliano dire quando parlano di filosofia dei bianchi. Sarei proprio curioso di capire cosa vedano di colonialista nella Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant”.

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