Depilazione e rasoio: le norme da seguire per evitare rischi

Depilazione e rasoio: le norme da seguire per evitare rischi
1 Febbraio Feb 2017 01 febbraio 2017

Se le lame del rasoio non vengono pulite regolarmente o sostituite in caso di usura, il rischio di contrarre infiammazioni cutanee e infezioni virali post depilazione aumenta in maniera sensibile

Dopo quanto tempo la lama del rasoio va cambiata? Quali sono i principali campanelli di allarme a cui prestare attenzione? Esistono particolari controindicazioni se per una volta ci si dimentica di sostituirla? È importante conoscere accuratamente tutte le norme da seguire per una depilazione corretta e senza rischi per la salute.

La prima regola consiste nel tenere sempre ben pulite le lame del rasoio. Tra di esse si possono infatti annidare batteri, cellule morte, peli e persino residui della crema depilatoria utilizzata durante la depilazione. Per una corretta pulizia è necessario risciacquare accuratamente il rasoio e, una volta terminato, riporlo coperto in un luogo sicuro, a lontano dalla sporcizia.

Il primo segnale di usura è la perdita di efficacia, in altre parole quando, nonostante le ripetute rasature, i peli continuano a persistere e, nei casi peggiori, il contatto con le lame provoca un’infiammazione cutanea a livello dei follicoli piliferi, che si manifesta con maggiore intensità nelle aree più delicate dell’epidermide. In questi casi, se non si procede all’immediata sostituzione, il rischio di contrarre un’infezione aumenterebbe in maniera sensibile.

Secondo gli esperti, la causa principale sarebbe da rintracciare nell’azione combinata delle lame usurate e dello stato irritativo causato dall’infiammazione. Ciò provocherebbe dei piccoli micro-traumi alla pelle, che favorirebbero la diffusione di infezioni e di funghi batterici contagiosi. Non bisogna infine dimenticare che i peli pubici svolgono una funzione protettiva, per questo gli studiosi mettono in guardia sui possibili pericoli derivanti da una depilazione intima eseguita troppo frequentemente, che, in caso di rapporti sessuali non protetti con partner potenzialmente infetti, contribuirrebbe alla diffusione del papilloma virus (HPV) e dell’herpes.

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