Bava di lumaca: come funziona e come aiuta la pelle

Bava di lumaca: come funziona e come aiuta la pelle
1 Marzo Mar 2017 01 marzo 2017

Tutto quello che non avete mai osato chiedere sulla bava di lumaca, un rimedio bio dalle mille virtù che migliora la bellezza e la salute della pelle

Tra i rimedi naturali per la bellezza e la salute della pelle sono tanti quelli insoliti e particolari: come il veleno d’api, di scorpione e la bava di lumaca. Proprio quest'ultimo prodotto naturale è tra i più ricercati dalle amanti delle novità, tutte da conoscere e da scoprire.

Secondo gli esperti, la bava di lumaca aiuterebbe a ridurre i rossori, favorendo la rigenerazione delle cellule e la produzione di elastina e collagene. Nonostante il recente boom, che ha spinto diversi imprenditori agricoli e alcune startup italiane a intravederne le potenzialità di crescita, le sue origini risalgono all’Antica Grecia, quando il fisico Ippocrate la utilizzò per la prima volta come rimedio per curare le infiammazioni cutanee.

Sarà però molti secoli dopo che, grazie ai contadini cileni, acquisirà una popolarità crescente anche in Occidente entrando a far parte persino delle routine di bellezza delle donne asiatiche.

Ricca di acido ialuronico, enzimi glicoproteici e altre preziosi nutrienti per la pelle, la bava non è altro che una secrezione prodotta dalle chiocciole nelle situazioni di pericolo. Per sfruttare le sue proprietà, ne basta una piccola quantità ma ad elevata concentrazione e, ça va sans dire, di ottima qualità.

È quindi fondamentale scegliere un prodotto, meglio se bio, che risponda a questi requisiti e sempre previa consultazione del dermatologo perché, come tutti i cosmetici, non è esente da “controindicazioni”, soprattutto alle prime applicazioni e con particolare riferimento ai soggetti con pelle delicata.

I test di laboratorio hanno dimostrato che, oltre a nutrire in profondità, la bava di lumaca migliorerebbe sensibilmente le condizioni della pelle stimolando la capacità naturale del derma di proteggersi dagli agenti esterni e dal contatto con l’acqua calda. Superata l’avversione iniziale, i primi risultati possono arrivare a seconda dei casi già dalla seconda settimana del trattamento.

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