Del perché siamo ben lontane dall'essere davvero emancipate

Del perché siamo ben lontane dall'essere davvero emancipate
8 Marzo Mar 2017 08 marzo 2017

Non vi chiediamo mazzi di mimose ma più rispetto e considerazione. Oggi e domani e dopodomani...

Anni di lotte e siamo ancora qui. Anni di lotte e ci troviamo ancora oggi a celebrare la Festa delle Donne. Ora il punto non è che festeggiamo una giornata in particolare (del resto c'è anche la Festa della mamma e nessuno si preoccupa di accusare chi la festeggia, anzi...). Il punto è che siamo ancora ben lontane dall'esserci emancipate veramente. È vero che possiamo, vivaddio, votare. È vero che abbiamo accesso a professioni un tempo giudicate esclusivamente campo di azione prettamente maschile (neanche tanto... se pensate a come ancora oggi in molti guardano una donna meccanico, ad esempio). Ma il fatto stesso che nella politica, ad esempio, si parli di quote rosa obbligatorie, la dice lunga su quanta strada ancora c'è da fare.

Il fatto che quando gli uomini accudiscono i nostri bambini (nostri nel senso di generati da noi e da loro) sentano di farci un favore, la dice lunga su quanta ancora c'è da fare. Non deve essere un favore, ma un dovere, il più dolce, da parte dei padri, così come delle madri.

Il fatto che se una donna sceglie di non sposarsi o di non avere figli venga vista come una bestia rara, perché le donne sono nate per essere moglie e madri, la dice lunga su quanta strada ancora c'è da fare. Negli Anni '50 era così – indimenticabili sono certe pubblicità dell'epoca - deve esserlo ancora oggi?

Il fatto che di fronte alla carriera sfolgorante di una donna ci si senta in diritto di dire che è arrivata ad occupare posti di prestigio solo perché è scesa a compromessi andando a letto con chissà quale capo, la dice lunga su quanta strada ancora c'è da fare. “Ha fatto sesso con ogni uomo dell'ufficio, così siamo bravi tutti a fare carriera”. E la cosa agghiacciante è che queste parole vengono spesso proferite da altre donne.

Il fatto che una donna bella è considerata ipso facto scema e una donna meno bella è considerata intelligente, la dice lunga su quanta strada ancora c'è da fare. Su quale pianeta abbiamo permesso che succedesse tutto ciò? Chi lo ha stabilito? Chi? Il fatto che “donne al volante pericolo costante”. Ma siamo seri? Quale stupido pregiudizio? Esiste negli uomini un gene automobile, che manca nel DNA delle donne? C'è? Siamo curiose a questo punto di conoscerlo, perché al momento non ci risulta che scienziati ne abbiano dimostrato l'esistenza.

Il fatto che “guarda come si è vestita, se l'è cercata”. Giustificare la violenza con una minigonna. Il fatto che “stai zitta tu”. La nostra voce è importante tanto quanto la vostra. E la violenza non è solo fisica, è anche psicologica.

In una famiglia l'uomo fa carriera la donna fa part-time per crescere i figli. Perché l'uomo deve portare i pantaloni e lo stipendio più grosso, e molte donne scendono a questo compromesso (benché la voglia di fare carriera ci sia) solo per non minare la virilità di certi uomini che altrimenti si sentirebbero meno maschi.

Scegliere tra carriera e famiglia. Perché siamo indietro anni luce e le aziende non ci danno la possibilità di evitare una scelta che in ogni caso ci farebbe soffrire. Donne che danno delle cagne ad altre donne. Essere considerate assassine se – per motivi di vario genere – si sceglie l'aborto e non essere tutelate se nel nostro cammino incontriamo obiettori di coscienza. “Tu non lavori, ci sono già io a provvedere a te”, come se il lavoro fosse per noi solo ed esclusivamente fonte di sostentamento e non diritto alla realizzazione personale. Per tutto ciò, per questo, oggi che ci festeggiate, non vi chiediamo, cari uomini, mazzi di mimose ma più rispetto e considerazione. Oggi e domani e dopodomani. Così che le nostre figlie non debbano più sentirsi in dovere di lottare per ottenere diritti che dovrebbero essere naturali.

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