Disturbi alimentari, disturbi delle parole

Disturbi alimentari, disturbi delle parole
15 Marzo Mar 2017 15 marzo 2017

Basta al bodyshaming, diamo un peso a ciò che diciamo

Qualcuno una volta ha detto che non si è mai abbastanza ricchi e mai abbastanza magri. In quanto a ricchezza potremmo essere d'accordo ma in quanto a magrezza decisamente no. Purtroppo non è così difficile cadere nella morsa dell'anoressia e della bulimia. Non è solo 'un problema delle ragazzine' ma si tratta di vere e proprie malattie che colpiscono molte più persone di quanto possiamo mai immaginare. I dati di ABA - Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari – attestano circa 3 milioni di persone coinvolte. Oggi, 15 marzo, è la giornata dedicata ai disturbi alimentari e con l'hastag #coloriamocidililla la volontà è quella di sensibilizzare l'opinione pubblica su un mondo molto problematico ma che si può conoscere meglio e pian piano debellare con le giuste cure mediche (ma anche con il linguaggio).

Il cibo diventa una droga ed il corpo diventa la nostra prigione. Siamo sempre troppo grasse o troppo magre. Non sempre è il giudizio altrui a farci del male ma anche e soprattutto, il nostro. Ci sono dei percorsi appositi studiati da professionisti per coloro che hanno dei seri problemi con il cibo e con il proprio corpo. Ma non è solo questione di chili, anche le parole hanno un peso che molto spesso diventa davvero difficile da sostenere. Sui social lo chiamano bodyshaming ed è il giudizio negativo verso il corpo, molto spesso, delle donne.

Anche le star subiscono dei veri e propri attacchi perché apparendo spesso in video o sui social sono più soggette al giudizio altrui. Questo però non giustifica gli insulti. Celeberrima l'uscita di Tyra Banks di qualche anno fa che, rispondendo a degli scatti di un tabloid che giudicava le sue forme troppo generose, ha risposto "Kiss my fat ass!", non lo traduciamo, non ce n'è bisogno. Anche Jennifer Aniston ha più volte risposto ai commenti maligni sulla sua pancia. "Troppo gonfia, forse è incinta, forse è ingrassata perché è depressa, è ancora innamorata di Brad Pitt...". Molto gettonata anche la campionessa di tennis Serena Williams, troppo mascolina e troppo potente per essere una donna. Non parliamo di Kim Kardashian che, dopo la prima gravidanza (proprio come ogni donna del pianeta!), ha avuto difficoltà a perdere peso e ha risposto agli haters che no, non sarà mai conforme ai beauty standard skinny. Troppo grasse anche Selena Gomez, Demi Lovato e Lady Gaga, colpevole di avere un po' di pancetta durante l'esibizione nell'ultimo Super Bowl. Ma non va bene neppure essere troppo magre come Angelina Jolie o Emma Stone che sarebbero malate o addirittura anoressiche. "Ma perché non ti mangi un bel panino?" È il commento più gentile.

Un altro celebre aforisma dice che ogni persona sta combattendo una battaglia di cui non sappiamo nulla dunque non va giudicata mai dalle apparenze. Essere sovrappeso non significa per forza essere pigri e l'aspetto di una persona non deve in nessun caso essere oggetto di commenti negativi. Nessuno detiene la verità assoluta sul perfetto stile di vita da adottare, ciò che è buono per una persona può non esserlo altrettanto per un'altra. Ognuno di noi ha un ruolo nella società e possiamo essere portavoce di principi positivi, solidali andando finalmente contro i pregiudizi. Un effetto domino di buone maniere, sui social come nella vita vera.

Non pesiamo solo i grammi di pasta integrale da mangiare a pranzo ma anche le parole con cui commentiamo le foto sui social, la nostra vicina in palestra, le paparazzate delle celebrities in spiaggia.

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