Milano in corsa per Cio 2019 ma il sogno vero sono i Giochi

Milano in corsa per Cio 2019 ma il sogno vero sono i Giochi
16 Marzo Mar 2017 16 marzo 2017

Istituzioni unite sul dossier-candidatura: "Se vinciamo festa alla Scala". Pronti a correre anche per il 2028

È un giorno di festa quello nel Palazzo del Coni di Milano. Non solo perché il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ieri ha festeggiato i 62 anni, semplicemente perché è arrivata la fatidica firma tra lo stesso Maroni, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala alla cerimonia di presentazione del dossier per la candidatura ad ospitare la 132/a Sessione Cio, nel 2019, proprio a Milano.

Ma si guarda già altrove. Ed è lo stesso Maroni a spiegarlo: «Ospitare il Cio è già di per sé una cosa importante, però sono convinto che se nel 2024 le Olimpiadi saranno assegnate a Los Angeles (in lizza con Parigi e la decisione finale arriverà solo a settembre, ndr), è giusto candidare Milano per il 2028». Insomma, una notizia clamorosa se si pensa al rifiuto di qualche mese fa di Raggi e dei pentastelle di ospitare l'edizione dei Giochi del 2024. Perché, come spiega Malagò, «nonostante quello che è successo con Roma, il nostro credito come Italia si è addirittura rafforzato. Nello sport si deve saper vincere e perdere, ma non si può verificare di non giocare una partita. Ora però pensiamo a questa sfida».

Sfida che è stata accettata dalle istituzioni. «Quando ho telefonato quasi in contemporanea a Roberto Maroni e a Beppe Sala - racconta il presidente del Coni -, e gli ho chiesto vi va di candidare Milano alla sessione del Cio 2019?, non ho fatto neanche in tempo a finire la frase, e mi hanno risposto Certo!».

Un'intesa che invece non c'è stata con la Raggi e il suo entourage, che hanno fatto fare una magra figura all'Italia davanti al Cio e a mezzo mondo. «Il Coni - continua Malagò -, ci ha messo e ci metterà la faccia insieme a questa città e al sistema Lombardia, una Regione che è prima della classe, per numero di abitanti, per Pil, per storia, e anche e soprattutto nello sport. Naturalmente bisogna essere votati, ma so da rumors che almeno 3 candidati importanti, quando hanno sentito di Milano, si sono ritirati», ha detto. Anche perché l'inaugurazione avviene sempre in un grande teatro, e vuoi mettere la Scala...

E allora è il momento giusto per farsi avanti. D'accordo con le parole del n°1 del Coni è Giuseppe Sala: «È il momento giusto perché a Milano lo sport ricopre un ruolo fondamentale, diventa un momento per promuovere la città. Un momento operativo vero, 10.000 notti di alberghi per chi se l'aggiudica, quindi sono molto interessato. Chiaro, fino a settembre bisogna stare assolutamente fermi, ma se Parigi ottiene le Olimpiadi del 2024, non credo che sia realistico immaginare per Milano una candidatura per il 2032, ma se vince Los Angeles ci penseremo anche in fretta a candidarci per il 2028».

Oltre al fascino della Scala e dei tanti alberghi in piazza della Repubblica, che nel caso di successo della candidatura di Milano verrebbe scelta come dimora per i rappresentanti dei comitati olimpici internazionali, si sfrutterà questa situazione per ricordare i 500 anni della morte di Leonardo, che nei suoi vent'anni nella città meneghina ha lasciato diversi affreschi, dipinti e disegni. E in più, il 2019 marca i 100 anni dalla nascita del milanese-brianzolo Edoardo Mangiarotti, di diritto nella storia olimpica del Cio e quarto atleta olimpico più vincente di sempre con 13 medaglie (6 ori). Perché Milano vuole puntare tutto sullo sport. Mai come questa volta.

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