Milano, festa per i migranti alla Montello ma il quartiere protesta

Milano, festa per i migranti alla Montello ma il quartiere protesta
18 Marzo Mar 2017 8 giorni fa

Milano, due giorni di festa organizzati alla Montello in onore dei richiedenti asilo, ma alcuni residenti del quartiere protestano: "Ci sentiamo cittadini di serie B"

È iniziato un fine settimana di festa in onore dei richiedenti asilo alla caserma di Montello a Milano, ma non tutti sono contenti.

Gli spazi di via Caracciolo 29, dove da novembre scorso sono ospitati trecento migranti, si sono aperti per la prima volta al quartiere e alla cittadinanza. Questa mattina alle undici è iniziata la festa "Libera Montello-Oltre i muri" organizzata dal comitato Zona 8 solidale. Una due giorni di musica, sport, dibattiti, attività conviviali e riflessioni sul tema dell'immigrazione. Per l'occasione, in Montello si sono ritrovati anche gli ospiti di altri centri: Zoia, Mabretti e Bresso.

I primi a incontrare i migranti sono stati i bambini della scuola Rinnovata Puecher che hanno preparato uno spettacolo musicale, con un repertorio che va dalla Canzone del Sole di Lucio Battisti a Bella ciao. Ad animare il pomeriggio dentro la caserma è il torneo di calcio con la squadra afro-milanese Black Panthers, che nasce da un'idea degli attivisti del centro sociale Lambretta e dei rifugiati del centro di accoglienza di via Aldini, molti dei quali oggi abitano in Montello.

"E' un evento storico: la caserma è aperta liberamente a tutti - racconta Antonella Barranca del comitato Zona 8 Solidale - Abbiamo pranzato insieme e, al parco di via Toledino in fronte alla caserma, i migranti hanno tenuto un'assemblea con avvocati esperti nel tema. Senza intermediari, hanno preso la parola raccontando in prima persona le difficoltà alla cittadinanza, rivendicando i propri diritti". La festa prosegue domani con la "Stramilano", la maratona più amata dai milanesi che attrae professionisti e amatori della corsa da tutta Italia: sono più di 7mila gli iscritti per l'edizione 2017, tra loro 100 sono richiedenti asilo, 30 gli ospiti della Montello (GUARDA LE FOTO DLLA FESTA).

[[gallery 1376635/1]]

Prima di oggi l'ingresso nella struttura era stato completamente vietato, mentre in occasione della festa è stato concesso ai cittadini intervenuti di stare nel cortile della caserma, recintato con del nastro rosso e bianco, ma non visitare gli spazi interni. "Abbiamo cercato di coinvolgere le persone del quartiere, pensiamo sia bello far vedere ai residenti come vivono i migranti" ha raccontato Noemi Morrone, insegnante in una scuola media e membro di Open8, associazione di residenti che abita intorno alla Montello. Dai migranti, assicura, "ricevo solo ringraziamenti per quello che stiamo facendo".

Ma non tutti sono contenti dell'iniziativa. "L'ennesima festa dei centri sociali e dei migranti, supportati dal Comune, non rappresenta assolutamente il quartiere e chi ci abita. Ieri abbiamo volantinato in zona esprimendo il nostro dissenso per l'ennesima festa pro accoglienza, non condivisa da chi veramente abita qui". È quanto si legge in una nota del comitato di residenti "Giù le mani dalla Montello". "Mentre i centri sociali invitano alla festa "compagni" di altre zone, chi abita qui oltre a subire la scelta non condivisa della caserma ai migranti e non alla polizia, deve anche sopportare i disagi di questa festa. Mentre il nostro comitato non ha mai avuto il permesso di entrare nella caserma, qui organizzano raduni di propaganda, blindando la zona e togliendo pure parcheggi per due giorni ai residenti - prosegue il comitato di zona 8 - Ci sentiamo cittadini di serie b: le promesse sul numero dei migranti nella caserma e sui tempi della riconsegna alla polizia vengono continuamente disattese, il Sindaco non ci ha mai incontrato, i presidi della polizia locale sono scomparsi, gli ospiti in caserma bivaccano spesso in giro, i centri sociali sono diventati padroni della nostra zona. Noi rivogliamo il nostro quartiere, vogliamo essere ascoltati dal Comune, vogliamo avere gli stessi diritti e le stesse concessioni che sono stati garantite ad altri, vogliamo una zona sicura e non diventare il crocevia delle manifestazioni pro accoglienza che tra l'altro non condividiamo assolutamente pensando sia più importante garantire aiuti e sostegno ai tanti italiani in difficoltà. Invece che feste inutili vogliamo che la caserma sia destinata alla polizia nel più breve tempo possibile".

Dello stesso avviso alcuni consiglieri comunali e regionali. "L'iniziativa di oggi alla caserma Montello è servita a ripetere lo stesso copione in scena da mesi. Le porte della Montello sono state sì aperte, ma ai centri sociali e alla sinistra radicale che plaude e sostiene l'arrivo a Milano e Lombardia di decine di migliaia di richiedenti asilo. Oltre i muri, infatti, il nodo del problema è che non ci sono solo gli slogan bolsi dei centri sociali, ma un numero consistente di clandestini - ha dichiarato Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi An in Regione - Da parte nostra non c'è nessuna remora a trattare l'argomento, purché i comitati dell'accoglienza ricordino che persino il Commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopoulos ha affermato che almeno l'80% dei migranti che sbarcano in Italia dal Mediterraneo centrale, sono clandestini e non profughi e che per questo motivo non s'intende cambiare i criteri delle nazionalità da ricollocare. Di fronte a questa evidenza ufficiale vorremo sapere se anche oggi, dopo questa stucchevole iniziativa, Sala, Majorino e il Prefetto saranno finalmente consapevoli del fatto che stanno riempiendo, a spese dei contribuenti, Milano e i comuni limitrofi di clandestini. Perché non possiamo confondere l'accoglienza con l'esigenza di rimandare a casa i clandestini, ossia i richiedenti asilo senza titolo a rimanere a Milano, in Lombardia o in Italia. Qundi interrompiamo i flussi, rimpatriamo e poi sediamoci pure al tavolo a parlare di come usare una caserma nel cuore di Milano o come organizzare l'accoglienza".

"Noi, con i milanesi che vivono nella zona e con quelli che pretendono maggior sicurezza in città, festeggeremo a gennaio. Sempre che il sindaco Sala e il ministro Minniti siano di parola e ci diano la possibilità di aprire il cantiere per la realizzazione della nuova sede della Polizia, fortemente voluta da Regione Lombardia", ha spiegato Viviana Beccalossi, l'assessore al Territorio, Urbanistica, e Città metropolitana, ricordando come "questa struttura sia al centro di un progetto che prevede la realizzazione della "Cittadella della Sicurezza" e, a cascata, l'acquisizione dell'Università Cattolica della Caserma Garibaldi di piazza Sant'Ambrogio e al trasferimento delle funzioni operative, ora svolte dal ministero della Difesa, presso la Caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti. Mentre il sindaco Sala, l'assessore Majorino e tutto il centrosinistra sono felici di ballare e cantare con gli immigrati, noi, anche alla luce delle recenti notizie sull'arrivo di nuovi profughi o presunti tali a Milano, non vorremmo che feste come questa siano il funerale della nuova sede della Polizia. E non nascondiamo grande preoccupazione che il progetto della "Cittadella della Sicurezza", che prevede l'inizio dei lavori a gennaio, possa saltare".

Tags

Commenti

Commenta anche tu