Becchi attacca Grillo: "La democrazia diretta? Ormai è morta"

Becchi attacca Grillo: La democrazia diretta? Ormai è morta
19 Marzo Mar 2017 19 marzo 2017

L'ex ideologo del M5S, Paolo Becchi, a Grillo: "Dovevano aprire parlamento come scatoletta di tonno sono finiti come tonni nella scatoletta"

Paolo Becchi smaschera Beppe Grillo. L'ex ideologo del Movimento Cinque Stelle sta guardando dall'esterno la lenta (ma nemmeno troppo) trasformazione dei grillini. I padroni della coerenza, nati sul web per dare a tutti la possibilità di scegliere, hanno ucciso il web. I paladini della democrazia diretta hanno ucciso la democrazia diretta. "Il Movimento ormai sta andando nella direzione di un partito come tutti gli altri - dice Becchi - con la rete non ha proprio più nulla a che fare. L'idea della democrazia diretta così è morta".

A far scattare la condanna di Becchi gli ultimi casi di Genova, dove il fondatore del Movimento ha "spodestato" la vincitrice delle comunarie in Rete, Marika Cassimatis, eleggendo a candidato sindaco il secondo arrivato, Luca Pierondini. Alla prima votazione la Cassimtis aveva vinto sul concorrente, ma poi Beppe ha annullato tutto e richiesto una seconda votazione allargando il voto a tutti gli iscritti al blog. Quindi anche a chi con Genova non ha nulla a che fare. "Grillo è andato contro le regole dello stesso Movimento in modo del tutto arbitrario - dice Becchi - Se si dice che in una città possono votare solamente gli iscritti residenti in quella città, tu non puoi far votare gli attivisti dell'intero Movimento su tutta Italia, contravvenendo alla regola che tu hai posto, che sulla regione votano i residenti della regione e sulla città quelli della città". "Siamo di fronte per la prima volta al caso di un candidato eletto da una base non genovese - attacca Becchi - Contravvenendo a qualsiasi regola del Movimento".

Che il Movimento si sia trasformato non è più una novità. Lo si è visto con Roma, dove un avviso di garanzia non è più diventato motivo per richiedere le dimissioni del sindaco. Grillo sa che alle prossime elezioni il M5S potrebbe arrivare al governo. E non vuole che l'ideologia della democrazia diretta blocchi la "sua" corsa verso Palazzo Chigi. "Questo è un Movimento che è nato per superare l'intermediazione dei partiti e creare un rapporto diretto tra i cittadini e lo Stato - attacca l'ex ideologo - Ma se tu usi gli strumenti della democrazia diretta come ti pare, per legittimare scelte che hai già preso in maniera aprioristica, con la rete non c'è più nulla a che fare". "E' il tradimento delle idee innovative che il M5S aveva portato nel 2013 - conclude Becchi - al centro dell'attenzione. Dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e sono finiti come tanti tonni rinchiusi in una scatoletta. Bisogna riconoscere che quel sogno lì è finito".

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