Londra, le vittime di violenze sessuali non testimonieranno più in aula

Londra, le vittime di violenze sessuali non testimonieranno più in aula
19 Marzo Mar 2017 19 marzo 2017

Nel Regno Unito da settembre le donne che denuncano una violenza sessuale potranno registrare la loro testimonianza senza dover comparire in aula insieme all'aggressore

Le donne che denunciano violenze sessuali non dovranno più comparire in tribunale. La misura partirà a settembre e coinvolgerà l'Inghilterra e il Galles.

Le presunte vittime di stupro avranno la possibilità di deporre la propria testimonianza in una registrazione che verrà fatta ascoltare alla giuria una volta iniziato il processo. In questo modo verrà evitato loro il trauma di dover affrontare di persona il loro aggressore e l'umiliazione di essere sottoposta al contro-interrogatorio in aula, diventando paradossalmente "le vere imputate".

Lo ha annunciato in esclusiva al Sunday Times la ministra della Giustizia Elizabeth Truss: "Possiamo far sì che le supposte vittime di violenza possano produrre le prove del crimine in un ambiente più consono di un’aula di giustizia. In questo modo si riducono i traumi e si accorciano i tempi".

La ministra, che ha aggiunto di essere rimasta scioccata dal caso di un imputato che si è presentato in aula con indosso gli stessi abiti del giorno della violenza, ha precisato che in questo modo non si limiterà il diritto a un giusto processo. La possibilità della deposizione pre-registrata sarà data nei processi per tutti i crimini sessuali commessi da adulti.

La misura è stata adottata dopo il successo di un esperimento pilota nei tribunali di tre città per casi di abusi compiuti su minori. Il progetto pilota ha dimostrato che l’accusato, messo di fronte alle prove contro di lui, spesso si dichiara colpevole ancor prima di essere processato, velocizzando il procedimento giudiziario con conseguente risparmi di denaro.

Nel Regno Unito, infatti, i reati sessuali costituiscono il 19% dei processi in corso, più del doppio di sei anni fa. Per arrivare a sentenza ci vogliono in media 234 giorni contro i 70 necessari in casi di altri crimini.

Alcuni, tuttavia, hanno messo in dubbio la misura, temendo che dia agli accusati un ingiusto svantaggio, soprattutto se falsamente accusati. La replica dei sostenitori è che, secondo uno studio commissionato dall'Home Office, i casi di false accuse costituiscono solo il 2-3% del totale delle denunce di stupro.

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