Il piano con la Libia per fermare i migranti: ​gommoni, elicotteri, sala-radar

Il piano con la Libia per fermare i migranti: ​gommoni, elicotteri, sala-radar
20 Marzo Mar 2017 20 marzo 2017

Gli sbarchi non si fermano. E l'Italia prova a stringere un accordo con la Libia. Ma il costo dell'operazione è di 800 milioni. Per ora la Ue ne ha messi solo 200

Dieci navi per la ricerca e il soccorso, dieci motovedette da utilizzare per i controlli sotto costa, quattro elicotteri e ventiquattro gommoni. La Libia ha avanzato all'Italia una serie di richieste stringenti per dare attuazione all'accordo per controllare e fermare gli immigrati che partono verso le coste italiane ed europee. Il negoziato tra Tripoli e Roma, di cui Fiorenza Sarzanini anticipa i contenuti in esclusiva sul Corriere della Sera, parla anche di dieci ambulanze, trenta jeep, quindici automobili, trenta telefoni satellitari, mute da sub, bombole per l'ossigeno, binocoli diurni e notturni. Un piano che vale almeno 800 milioni di euro.

Nel giorno in cui in Italia sbarcano altri tremila clandestini, nella sede della scuola superiore di polizia di Roma si tiene la prima riunione del "Gruppo di contatto sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale" presieduta dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Al vertice, al quale interverrà il premier Paolo Gentiloni, parteciperanno i ministri dell'Interno di Algeria, Austria, Francia, Germania, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia e il commissario europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos. L'obiettivo del gruppo, ha spiegato lo stesso Minniti, è "far sì che quello del Mediterraneo centrale diventi un tema chiave del rapporto tra i Paesi europei e nordafricani", gettando le premesse per "una gestione sempre più condivisa dei flussi migratori" e "la promozione di "politiche di sviluppo, di intervento sociale, di controllo delle frontiere e di rimpatrio". Un'iniziativa (inedita nel suo genere) che segue la firma del memorandum tra Italia e Libia per il contrasto al traffico di esseri umani e il vertice di Malta dei capi di Stato e di governo che nella sostanza ha recepito quell'accordo.

Per l'Italia i primi tre mesi del 2017 hanno già segnato un record di arrivi. Il Viminale parla del 36% in più rispetto all'anno scorso. E, se le previsioni dov'essero essere confermate, quest'anno potrebbero sbarcare fino a 250mila clandestini. Per far fronte a questa emergenza l'Italia è al lavoro per attuare l'accordo siglato con la Libia il 2 febbraio scorso. Come spiega la Sarzanini sul Corriere della Sera, un gruppo di lavoro del governo italiano avrebbe già programmato un sopralluogo. Ora, però, il nodo sono i soldi da investire. A Bruxelles sarebbero già stati stanziati "in via d'urgenza" 200 milioni di euro. La cifra, però, non è sufficiente. Il piano complessivo costerebbe, infatti, almeno 600 milioni di euro in più.

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