"Ferrari da rivoluzione Ma so che la Mercedes al simulatore volava"

Ferrari da rivoluzione Ma so che la Mercedes al simulatore volava
21 Marzo Mar 2017 8 giorni fa

Domenica scatta la F1, parla l'ex costruttore: «Per i campioni l'incognita del consumo»

Gian Carlo Minardi le informazioni non le cerca. Gli arrivano. È il debito che la F1 ha con un grande del nostro motorismo. Ha lanciato i migliori piloti italiani degli ultimi 30 anni, è stato confidente di Ayrton Senna, ha scoperto Fernando Alonso, e con il proprio team ha dato la grande occasione a tecnici e ingegneri che ora sono sparsi un po' ovunque in F1. Un nome su tutti: Aldo Costa, capo tecnico della Mercedes tre volte campione del mondo.

Gian Carlo, domenica parte il Mondiale, chi meglio di lei per darci il polso della situazione: come vede la Ferrari?

«Ho notato un'affidabilità confortante. E in F1, quando c'è, significa che lungo la stagione tutti gli sforzi saranno solo sullo sviluppo. I primi test sono sempre difficili da interpretare, serviranno almeno due Gp. Sulla Rossa non sono né ottimista né pessimista. Si sono visti però dei passi in avanti estremamente importanti. Che lo scorso anno, dopo prove altrettanto soddisfacenti, non avevo riscontrato. La rivoluzione interna voluta da Marchionne mi trova d'accordo: dentro Maranello ci sono risorse umane importanti. Adesso serve solo pazienza perché possano far ripartire un ciclo».

La Mercedes si è nascosta?

«La Mercedes ha vinto 51 Gp sui 59 andati in scena dall'avvento dei motori ibridi. Parla questo dato. Certamente, come per tutti, quest'anno c'è un problema di consumi. Sembra che i 5 kg di carburante in più concessi dalla Fia non bastino. Da qui certe prestazioni altalenanti. Per cui a Barcellona la Mercedes, ma anche gli altri, non si stavano nascondendo. Bensì effettuavano test per vedere come restare dentro i limiti. A Melbourne ci saranno soft, supersoft e ultrasoft. Ma a Barcellona sono stati svolti long run sia con supersoft che ultrasoft. Sarebbe stato impensabile nel 2016. La Pirelli con le gomme più larghe ha trovato performance e minore degrado. Così la Fia ha sbagliato il calcolo».

Se la Mercedes non si è nascosta, la Rossa può allora sperare? In fondo ha svettato in tutti i test?

«Io sarei calmo su questo. L'approccio dei tedeschi lungo tutte le sessioni è stato quello di una squadra consapevole delle proprie prestazioni. Mi risulta che al simulatore abbiano ottenuto tempi nettamente inferiori a quelli realizzati in pista. Anche l'anno scorso la Ferrari aveva registrato prestazioni eccezionali nei test e poi, purtroppo, abbiamo visto com'è andata».

La Red Bull? Mica tanto bene.

«Fossi negli altri sarei preoccupato dal team anglo-austriaco. Per colpa dei problemi alla power unit Renault non è riuscito ad esprimere tutto il proprio potenziale. Per cui occhio...».

La McLaren invece l'ha espresso. E sono guai seri per il suo amico Alonso. Secondi al giro presi dai rivali e problemi a non finire.

«Non ho ancora parlato con Fernando, ma conosco i suoi sguardi. Non è per niente sereno. Così come non lo è il team inglese. E anziché tranquillizzare gli animi, credo sia preoccupante sentire la Honda ripetere che stanno facendo il 100% per risolvere i guai. La Casa giapponese non può permettersi di andare avanti così: è troppo cambiare 5 motori come accaduto a Barcellona. Da loro mi aspetto delle decisioni improvvise ed eclatanti».

Come abbandonare la F1?

«Non c'è due senza tre. Credo che per loro sarebbe difficile andare avanti rompendo così spesso altri propulsori».

E Fernando?

«Sono suo amico, sono suo tifoso. Lo ritengo ancor oggi il miglior pilota, però corre a piedi contro altri a cavallo e si sta accorgendo che sarà sempre più difficile agguantare quel terzo titolo che normalmente fa entrare un pilota nella storia».

Verstappen con i gommoni?

«Essendo giovane e correndo come corre, si adatterà prima degli altri. Darà di nuovo fastidio a molti. È un pilota che non teme nessuno».

Prima stagione senza Ecclestone, ora la F1 è in mano agli americani: dicono di voler avvicinare il pubblico a macchine e piloti.

«Sono d'accordo e ci conto. In fondo è ciò che avevo fatto io in passato con la mia scuderia ed è ciò che cerco di realizzare ancora adesso organizzando l'Historic Minardi Day a Imola. I tifosi devono stare vicini alle macchine e sentirne il bruum bruum. Come molti, sono dispiaciuto che Ecclestone non ci sia più. Mi auguro però che i cambiamenti preannunciati da Liberty Media siano all'insegna della professionalità. Confido molto nel ruolo di Ross Brawn come direttore generale della F1. L'avevo sempre detto sia a Bernie che alla Federazione che c'era bisogno di avvalersi di professionisti. Ora si va in questa direzione. Molto bene».

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