Giovani fragili e in affanno chiedono la scossa al Papa

21 Marzo Mar 2017 21 marzo 2017

Il 65 per cento degli under 35 ha paura del futuro E la Curia lancia un concorso per video maker

arta Bravi

«Sarà a San Siro per l'incontro con i cresimandi il «vero nodo» della visita di Papa Francesco a Milano. Centinaia di ragazzi prenderanno la parola e disegneranno la Milano del futuro» osserva il sociologo Aldo Bonomi, intervenuto alla presentazione del ritratto della città che aspetta il santo padre ieri a palazzo marino. Ma chi sono i giovani milanesi? Se l'è chiesto l'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo che ha tracciato, attraverso un sondaggio nazionale su 6000 ragazzi tra i 20 e i 35 anni, il profilo dei giovani milanesi (1000 i ragazzi lombardi, di cui la maggior parte milanesi). Ragazzi che vivono in una condizione più favorevole rispetto ai coetanei del resto d'Italia. Dal sondaggio, infatti, emerge come l'81 per cento si dichiari soddisfatto del proprio lavoro (ma non dei salari) contro il 78 per cento dei ragazzi del Centro Italia e il 67,7 per cento del Sud. Così il 74 per cento si dichiara «felice» per il proprio progetto di vita contro il 70 per cento del resto dei giovani italiani.

Accomuna gli under 35 del paese la bassa fiducia nelle istituzioni: si fida dell'amministrazione locale il 40% dei milanesi contro il 30 per cento dei coetanei, così il 65 per cento dei ragazzi crede che il futuro sia pieno di rischi e insidie per loro, rispetto al 70 per cento dei coetanei.

È rivolto ai giovani anche il concorso, in collaborazione con la Fondazione ente per lo spettacolo, lanciato dalla Curia di Milano, grazie alla sponsorizzazione della China investment dell'imprenditore Maurizo Del Tenno, che mette in palio tre premi economici. «Abbiamo chiesto ai giovani di raccontare come sarà Milano secondo loro tra vent'anni. Sono chiamati a partecipare - spiega don Davide Milani, responsabile Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Milano - tutti i giovani video maker. In palio tre premi e la presentazione dei vincitori al Papa e alla mostra del Cinema di Venezia. Obiettivo: raccontare al Santo Padre la Milano che lo ha accolto, vista dagli occhi dei giovani.

E c'è anche il rap di Tobe e Tinez, giovani rapper della periferia di via Salomone, prima tappa del tour di papa Francesco. Ragazzi che hanno una «paura gigante di restare soli» e vedono «fumo che migliora l'umore dei giorni tristi», come cantano in un pezzo e in un video girato fra le case bianche di via Salomone. «Frà, sto in zona a fare nulla» è il refrain della canzone dei due rapper di zona 4, fra impennate sul motorino e chiacchiere fra carcasse abbandonate di auto. «Tutto il giorno sulle stesse scale della chiesa e mai nessuno che prega», «parecchie domande e le solite risposte», «sappiamo entrambi che questa vita non fa per me».

L'ultima visita di un Papa nella nostra città risale al 1983-84, papa Paolo Giovanni II venne due volte. Cosa è cambiato in questi 30 anni? «Papa Wojtyla ha visto una chiesa laboriosa, che interpreta il suo mandato nel tempo e che è sempre a contatto con la gente - spiega Monsignor Luca Bressan vicario episcopale.- Quella di oggi invece è una chiesa affaticata e in trasformazione, impegnata ad affrontare la fragilità della fede e delle sfide che la Milano plurale pone. La diocesi di Milano si a spetta da Santo padre dunque un'iniezione di genialità che possa cucire insieme povertà e ricchezza».

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