Policlinico Gemelli, operazione a cuore aperto riuscita su donna centenaria

Policlinico Gemelli, operazione a cuore aperto riuscita su donna centenaria
21 Marzo Mar 2017 21 marzo 2017

Roma, una donna quasi centenaria è stata operata con successo a cuore aperto per una grave malattia alla valvola aortica. Merito del Percorso clinico delle valvulopatie all'avanguardia del Policlinico Gemelli

Il Policlinico Gemelli di Roma ha eseguito con successo un'operazione a cuore aperto su una donna quasi centenaria. La donna, nata nel 1920, aveva una grave malattia della valvola aortica, un disturbo che le causava affanno e mancanza del respiro anche dopo minimi sforzi. Il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma ha così deciso di operarla per stenosi valvolare aortica serrata.

Il delicato intervento chirurgico è stato eseguito con una tecnica micro-invasiva utilizzando le tecnologie della sala operatoria ibrida di cui è dotato il Polo di Scienze cardiovascolari del Policlinico. Per eseguire l'operazione è bastata un’incisione di 2 cm sul torace.

La quasi centenaria signora non solo ha superato senza problemi l'intervento, ma anche il post-operatorio. E dopo una settimana di degenza e un periodo di riabilitazione è tornata a casa sua, in piena autonomia.

"Questo approccio è stato realizzato sulla paziente come un sarto confeziona un abito su misura - ha spiegato Massimo Massetti, direttore dell’Unità di cardiochirurgia, al Corriere della Sera - il limite dell’età è stato superato grazie alla grande collaborazione di tutti gli specialisti che hanno messo in sinergia le proprie competenze".

L'operazione, infatti, è stata possibile grazie al lavoro dell’equipe di Filippo Crea, direttore del Polo di Scienze cardiovascolari e toraciche, nel Percorso clinico delle valvulopatie (Heart Valve Clinic) del Policlinico Gemelli, che è uno dei pochi esistenti in Europa. Il percorso è costituito da numerosi specialisti con competenze specifiche nelle patologie delle valvole cardiache: cardiologi clinici e interventisti, aritmologi, cardioanestesisti, fisiatri e cardiochirurghi. Questo team ha approfondito la diagnosi, decidendo la terapia più idonea per la paziente, resa particolarmente fragile dalla malattia.

"La creazione di percorsi clinici specifici per ogni patologia cardiaca, insieme a una ristrutturazione dei reparti, degli ambulatori e delle sale operatorie, costituisce un reale progresso nella diagnosi e cura delle malattie cardiache", ha affermato Antonio Rebuzzi, direttore dell’Unità intensiva cardiologica del Policlinico.

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