"Troppo bassa per i vigili del fuoco", adesso vince il ricorso al Tar

Troppo bassa per i vigili del fuoco, adesso vince il ricorso al Tar
21 Marzo Mar 2017 21 marzo 2017

Una donna di 40 anni ha vinto il ricordo dopo che era stata esclusa dalla selezione per diventare vigile del fuoco a causa della sua altezza

Era stata esclusa per un "deficit di statura" dalla selezione per diventare vigile del fuoco riservata al personare volontario del corpo ma il Tar del Lazio ha adesso annullato il provvedimento di esclusione applicando la normativa a garanzia delle pari opportunità.

La donna di 40 anni, alta 158 centimetri, aveva prestato servizio come volontaria al comando provinciale di Bologna e una volta maturata l'anzianità di servizio ha deciso di partecipare al concorso. Aveva superato le prove di efficienza fisica nell'accertamento sull'idoneità psicologica e attitudinale ma non era stata ritenuta idonea per la statura. Nel ricorso presentato dall'avvocato Gabriele Bordoni si faceva notare la contraddittorietà tra una valutazione di idoneità fisica complessiva confermata negli anni da volontaria e l'esclusione per l'altezza.

Il provvedimento risale al 26 ottobre 2016 e nel ricorso si sottolineava che per 13 anni la donna è stata considerata idonea, nonostante l'altezza minima per i vigili volontari sia un metro e 62 centimetri. Si sottolineava anche che il divieto di discriminazione all'accesso al pubblico impiego è "esplicitamente esteso anche alle attività lavorative che richiedono particolari capacità fisiche, come quelle all'interno delle forze armate o dei servizi di polizia. Queste ultime - si diceva - possono certamente effettuare selezioni, purché non siano basate sul mero dato numerico, quanto su prove realmente selettive, come ad esempio quelle ginniche, dal momento che l'altezza non è parametro adeguato a rispecchiare le effettive capacità fisiche di un soggetto". Adesso, quindi, la statura non è più parametro per l'ammissione ai concorsi per le forze di polizia.

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