Ipotiroidismo, sbarca in Usa un farmaco lanciato in Italia

29 Marzo Mar 2017 29 marzo 2017

La forma liquida della levotiroxina approvata dalla FDA. L'azienda e gli specialisti che ci hanno creduto

Riccardo Cervelli

Quando una novità farmaceutica nasce in Italia, conquista l'Europa e poi sbarca sul mercato Usa è una notizia. Ed è sicuramente tale la concessione, da parte della Food and Drug Administration, dell'autorizzazione all'utilizzo negli Usa della levotiroxina liquida, specialità brevettata e commercializzata da IBSA, azienda farmaceutica che nasce in Svizzera e che si sviluppa e opera in Italia con due sedi, Lodi e Roma, e tre stabilimenti di produzione all'avanguardia, a Morra De Sanctis (Avellino), a San Grato (Lodi) e a Cassina de' Pecchi (Milano).

Che cos'è la tiroxina (molecola dalla quale deriva la levotiroxina) Si tratta della forma sintetica dell'ormone tiroideo impiegata nella terapia dell'ipotiroidismo, ovverosia un deficit di questo ormone.

«L'ipotiroidismo - spiega Andrea Lenzi, presidente di SIE, Società Italiana di Endocrinologia - è ampiamente diffuso in Italia: si stima ne sia affetto un cittadino su 25 e la causa più frequente è identificata nella tiroidite cronica autoimmune. La sintomatologia può essere sfumata, ma la patologia, se non identificata e trattata correttamente, si correla a un aumentato rischio cardiovascolare, infertilità e complicanze gravidiche e fetali».

La tiroxina, di per sé, è un farmaco conosciuto da ormai più di un secolo, quando si iniziò a estrarlo dalla ghiandola tiroidea del maiale. Dagli anni '50 si è iniziato a produrlo sinteticamente. «La levotiroxina liquida è stata messa a punto da IBSA - afferma Arturo Licenziati, presidente di IBSA SA, azienda da sempre impegnata nel perfezionamento di farmaci per migliorare la risposta clinica e la compliance da parte del paziente».

«La levotiroxina liquida - continua Licenziati - è stata lanciata sul mercato italiano nel 2012, e sono stati gli endocrinologi italiani a decretarne il successo iniziando per primi a prescriverla e realizzando gli studi clinici che, in pochi anni, hanno sviluppato un gran numero di pubblicazioni scientifiche».

Perché è utile disporre anche di una forma liquida di questo medicinale? «Per diversi anni le compresse di tiroxina - chiarisce Vincenzo Toscano, presidente di AME, Associazione Medici Endocrinologi - declinata in due unici dosaggi, è stato l'unico farmaco presente sul mercato italiano e non poche difficoltà si sono avute in quel 30-40% dei casi dove non si riusciva a ottenere un compenso adeguato per problemi correlati con l'assorbimento a causa di gastriti, celiachia, intolleranze al lattosio e assunzione di altri farmaci interferenti e per quanti non riuscivano a rispettare l'assoluta necessità di assumere il farmaco a digiuno e privarsi dell'assunzione del caffè, per il quale erano costretti ad aspettare almeno mezzora».

Oltre alla prevenzione di questi disagi, che per molti pazienti si traducono nella sottrazione di ore di sonno, «della tiroxina liquida - prosegue Toscano - non si può non considerare il vantaggio che il preparato offre per il trattamento dei pazienti che non possono deglutire o che sono alimentati con sondino».

Lo sbarco della levotiroxina liquida negli Stati Uniti, rappresenta un coronamento degli sforzi compiuti negli anni passati da IBSA per reingegnerizzare un farmaco che, dato il suo basso costo, non suscitava l'interesse di altre aziende molto più grandi del settore.

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