Una macchina chiamata corpo

29 Marzo Mar 2017 27 giorni fa

Forzare i tempi di recupero nel post operatorio di un intervento al ginocchio per la smania di tornare subito in attività, non è rischioso solo per gli sportivi di professione. Anche il «signor Rossi», senza una adeguata attività di riabilitazione, rischia di compromettere l'operazione appena eseguita.

I giovani e i meno giovani che praticano sport a livelli competitivi, seppur non agonistici, spesso si trovano a dover fare i conti con infortuni, quali la lesione del legamento crociato anteriore o del menisco. E l'errore più grave che si possa commettere in questi casi, subito dopo un intervento, è quello di voler bruciare le tappe per tornare il prima possibile ad allenarsi. Ecco perché vanno assolutamente rispettati i tempi fisiologici di recupero.

Per una ripresa completa, dunque, è necessario attendere che la biologia faccia il suo corso. Molto dipende dall'età del paziente e dalla qualità dei suoi tessuti: in un giovane i processi rigenerativi sono accelerati; per chi invece è un po' più il là con gli anni la cautela è d'obbligo. In entrambi i casi, comunque, particolarmente delicata è la fase di «riatletizzazione», il momento in cui si riprende l'attività sportiva. Il rischio, accelerando troppo le tempistiche, è quello di una recidiva: un nuovo infortunio che può far tornare il paziente, nel peggiore dei casi, sotto i ferri.

Una road map dei tempi di ripresa si può mettere a punto solo dopo l'intervento, valutando le risposte del paziente, che variano da persona a persona, e tenendo in considerazione l'interazione tra chirurgo-paziente-riabilitatore. Sul recupero, tuttavia, incide anche, seppur di poco, il tipo di intervento: attualmente le tecniche di ricostruzione del legamento crociato anteriore prevedono l'utilizzo dei semitendini e del tendine rotuleo e la scelta è fatta in base alle richieste funzionali e sportive del paziente. Di norma, comunque, in caso di rottura del crociato anteriore, il «ritorno in campo» avviene in 5/6, durante i quali è importante non tralasciare mai l'aspetto psicologico: l'approccio mentale positivo è sempre la ricetta vincente.

*Chirurgo ortopedico

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