Io, esperto dell'ars amatoria, epurato dalla città d'Ovidio

Io, esperto dell'ars amatoria, epurato dalla città d'Ovidio
6 Aprile Apr 2017 06 aprile 2017

Con grande entusiasmo e una certa ufficialità, circa un anno fa, fui chiamato da Sulmona per chiedermi di far parte di un Comitato per le celebrazioni di Publio Ovidio Nasone, poeta delle Metamorfosi e dell'Ars amatoria

Con grande entusiasmo e una certa ufficialità, circa un anno fa, fui chiamato da Sulmona per chiedermi di far parte di un Comitato per le celebrazioni di Publio Ovidio Nasone (Sulmona, 43 a.C. Tomi, 17 d.C.), poeta delle Metamorfosi e dell'Ars amatoria.

Poeta di assoluta e laica lucidità, la conoscenza degli uomini e delle donne lo rende assolutamente contemporaneo. E, più di Lucrezio e dello stesso Catullo, capace d'insegnarci a vivere. Gli altri delirano, lui ragiona. Pensando alla sua lucidità, ho aderito alla gentile richiesta.

Ne seguì un comunicato: «Vittorio Sgarbi ci ha dato la sua disponibilità a far parte del comitato per il bimillenario di Ovidio 2017».

Lo ha ricordato ieri il commissario prefettizio Giuseppe Guetta durante una conferenza stampa. «Sgarbi è grande amico della città, visto che da anni è presidente del Premio Sulmona aggiunge Guetta dunque quando lo abbiamo contattato è stato contento di darci un assenso per una sua collaborazione futura».

Vedo ora che, eletto un nuovo sindaco a Sulmona, Annamaria Casini, sono stato epurato. È entrato, in compenso, l'ex presidente del Senato, Franco Marini, abruzzese. Hanno preferito la sua «Arte di amare» alla mia. Eppure mi ero applicato.

La mia vita è stata guidata da alcune suggestioni del pensiero sottile di Ovidio: «Un piacere senza rischi piace meno». È la mia vita. «La dignità e l'amore non si mischiano bene, e nemmeno vanno d'accordo». Chi ha conosciuto Elisabetta Tulliani lo sa.

Un grande pensatore ceco, Stanislaw Lec, con grande equilibrio tra storia e mito, scrisse: «Tutti gli Dei furono immortali». Una intuizione folgorante, ma Ovidio c'era arrivato prima: «È conveniente che esistano gli Dei. E, siccome è conveniente, lasciateci credere che esistano».

Un pensiero perfetto, contemporaneo, provocatorio, realistico: «Bisogna sempre provare con tutte: tra tante ne potrai trovare una, al massimo, che si neghi. Di fatto, che si diano o no, amano soltanto essere fregate».

Speriamo che il Comitato che mi ha escluso, sia all'altezza di questi pensieri.

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