Dai ragazzi di B.Live il libro che può insegnarci a vivere

Dai ragazzi di B.Live il libro che può insegnarci a vivere
10 Aprile Apr 2017 15 giorni fa

Esce in libreria La compagnia del Bullone, la storia di un progetto, ma soprattutto una storia di amore per la vita

«Io sono io, la malattia è la malattia. Siamo due cose diverse», dice Eleonora, stanca degli sguardi pietosi e imbarazzati che suscita la sua testa senza capelli».

Così recita un estratto de La compagnia del Bullone, il nuovo libro, edito da Sperling & Kupfer, scritto dai ragazzi del progetto B.Live, di cui abbiamo già avuto modo di parlare. B.Live coinvolge i giovani affetti da malattie croniche in attività che gli permettano di mettersi in gioco e di imparare a fare, senza mai smettere di guardare al futuro.

Una di queste attività è la pubblicazione de “Il Bullone”. Si tratta di un giovane mensile dallo sguardo assolutamente positivo, interamente diretto e realizzato dai B.Livers con un lavoro di squadra che ha come obiettivo quello di costruire un mondo migliore.

“Il Bullone” non è quindi una semplice pubblicazione, né tanto meno una banale attività ricreativa. È una vera e propria missione, un preciso sguardo sulla vita e su come sfruttarla. E soprattutto è un gruppo. Ecco il perché del suo nome, che in una sola parola vuole indicare coesione, forza e coraggio.

Questo giornale non è fatto solo di storie di attualità e non riporta solo le voci delle molte personalità che i suoi realizzatori hanno incontrato e intervistato. “Il Bullone” è il contenitore delle vite e delle esperienze di ragazzi che vivono più profondamente e più coscientemente di molti adulti, e che hanno imparato a non lasciarsi fermare da niente e nessuno.

La compagnia del Bullone parla di tutto questo. È il racconto di come è nata la redazione di questo giornale unico nel suo genere, ma è anche la storia di chi gli ha dato vita, delle sfide affrontate dai B.Livers, ma anche delle loro soddisfazioni. Leggerlo vuol dire partire alla scoperta di un percorso in cui si incrociano tanti cammini diversi, che però hanno tutti una cosa in comune: la ferma ostinazione ad andare sempre e solo avanti, mai indietro.

“Il libro è una botta di ottimismo e di energia positiva”, dice Bill Niada, l'ex imprenditore che ha dato vita alla Fondazione Near Onlus, di cui fa parte B.Live. “Qualcosa di potente che fa riflettere sulla vita e sul 'dovere' di viverla al massimo, nonostante tutto.”

In fondo si tratta di storie di ragazzi come tanti altri, tutte uniche, fatte di entusiasmo, di incertezze, di amicizie, di amori e di passioni, con giusto quel qualcosa in più. Sono ragazzi che vivono al cento per cento, senza lasciarsi scappare nessuna opportunità, assaporando ogni momento. Insomma se i giovani vivono a mille i B.Livers vivono a mille più uno.

Tutta questa energia si è concentrata intorno al progetto de “Il Bullone”, scatenando una vera e propria esplosione che sa spazzare via il dolore e le difficoltà della malattia, o meglio trasformarli in nuova forza, in una risorsa. Perché è nel buio che le stelle splendono con più intensità, e la compagnia del “Bullone” lo sa bene.

Per questo si merita un libro. Non tanto per essere celebrata o lodata, quanto per essere un esempio che aiuti tutti gli altri. Perché loro sono avanti e, diciamolo, siamo noi a doverci mettere più impegno per tenere il loro passo.

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