Soldi agli statali e Iva al 23% Passa il Def "tassa e spendi"

Soldi agli statali e Iva al 23% Passa il Def tassa e spendi
12 Aprile Apr 2017 13 giorni fa

Approvato il Documento di economia e finanza. Al pubblici aumenti da 85 euro. Tasse su dal 2018

Soldi agli statali, Iva per i consumatori dal 2018. Il consiglio dei ministri ha approvato il Def, il Documento di economia e finanza, insieme al Pnr, il piano nazionale delle riforme. «Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse, ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e crescita», ha spiegato il premier Paolo Gentiloni al termine del consiglio dei ministri. Tutto è avvenuto in piena concordia, ha assicurato il premier. Ma il documento è stato approvato con la formula «salvo intese». Segno che molto è ancora da decidere, anche se il documento - assicuravano ieri fonti dell'esecutivo - arriverà in tempi brevi in Parlamento.

Ottimismo sul Pil

Il Def è innanzitutto il documento che contiene le previsioni sui grandi numeri dell'economia nazionale. E quello che ieri è subito emerso è che il Pil del 2017, quindi dell'anno in corso, è stato rivisto al rialzo. L'Italia crescerà all'1,1% e non all'1% fissato in autunno. Ottimismo difficile da motivare. Il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha spiegato che quel decimale in più è il risultato di «uno stimolo da parte del settore privato alla crescita», poi «agli investimenti privati e pubblici». Ma anche «all'irrobustimento della crescita potenziale italiana».
I numeri nel dettaglio saranno resi noti «nei prossimi giorni», hanno spiegato sia il ministro sia il premier. E la ragione è che fino all'ultimo nel governo c'è stato un confronto serrato sui temi più caldi. A parte la manovra, che sarà concretamente varata nei prossimi giorni e che nel Def è stata considerata solo per gli effetti sui conti, c'è stato un confronto sulle privatizzazioni.

Privatizzazioni con trucco

«Troveremo canali nuovi e anche originali» per gestirle, ha spiegato il ministro. E il riferimento è alla possibilità che sia un intervento della Cdp, la Cassa depositi e prestiti, che sa molto di surrogato alle cessioni di partecipazioni pubbliche. Una partita di giro per fare apparire come privatizzazione il passaggio da una gestione dello Stato a un'altra. «Al consiglio dei ministri abbiamo solo scambiato delle idee sugli strumenti», ha spiegato Padoan a questo proposito. Segno che anche su questo metodo non c'è identità di vedute dentro l'esecutivo.

Sfiorato lo sciopero

Tra le certezze sui conti, l'impegno mantenuto e rivendicato da Padoan in persona a onorare fino in fondo le promesse al pubblico impiego sul nuovo contratto. «Il governo mantiene tutti i suoi impegni compresi quelli per i contratti della pubblica amministrazione», ha assicurato Padoan. Sono 2,8 miliardi tra il 2016 e il 2019, che permettono di portare gli aumenti medi dai 35 euro della ultima legge di Bilancio a 85 euro mensili in più. Nel pomeriggio si era diffusa la voce che l'aumento era saltato e la Cgil ha subito minacciato uno sciopero generale. Tagli alla spesa pubblica praticamente assenti, per stessa ammissione di Padoan, perché il loro effetto sul Pil, secondo il ministro, è peggiori di un aumento delle entrate.

Il debito si ferma, non cala

Rispettati gli impegni con l'Europa sul deficit, che andrà al 2,1% nel 2017. Quindi un punto decimale in meno rispetto a quanto richiesto dall'Europa. Sul Debito, ha assicurato Padoan, «il rapporto con il Pil si stabilizza. Ed è un risultato molto importante in assenza di inflazione». Su questo fronte il confronto con l'Europa è destinato a rimanere teso. L'impegno preso dal governo nel Def è una riduzione di mezzo punto di Pil.

Aumento dell'Iva in arrivo

Nel quadro programmatico del Def, viene rispettato in pieno l'obiettivo sul deficit. Il prossimo anno calerè all'1,2%. Qualunque impegno sotto l'1,8%, aveva spiegato poco prima l'ex viceministro all'Economia Enrico Zanetti, leader di Scelta Civica, significa che l'aumento dell' Iva di un punto «non è un'opinione, è matematica». Quindi la conferma degli obiettivi sul deficit non eviterà per il prossimo anno una manovra da circa 24 miliardi e l'aumento delle imposte indirette.

Oltre il Pil arriva il «Bes»

Tra gli elementi di curiosità del Def, l'introduzione accanto al Pil del Bes il benessere equo e sostenibile. È la sintesi di quattro indicatori: il reddito medio disponibile, un indice di diseguaglianza, il tasso di mancata partecipazione al lavoro e le emissioni di Co2 e di altri gas clima alteranti. Messo a punto al ministero dell'Economia, è stato a suo tempo elaborato dall'ex presidente dell'Istat Enrico Giovannini.

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