Operazione furba Non si può leggere senza precauzioni

Operazione furba Non si può leggere senza precauzioni
14 Aprile Apr 2017 14 aprile 2017

Ieri sulla Repubblica Michela Marzano ha stroncato il nuovo romanzo di Walter Siti Bruciare tutto (Rizzoli, pg. 372, euro 20) definendolo "inacettabile". Ma davvero un libro può essere tale?

Attenzione. Prima di rispondere alla domanda: «Esistono libri inaccettabili?», bisogna scansare un equivoco. «Inaccettabile» è un bellissimo aggettivo per fare titolo. Ma - appunto - un titolo giornalistico. Quindi la domanda non è «esistono libri inaccettabili?». Ma «esistono libri da maneggiare con cautela?». Allora la risposta è: sì. E il nuovo romanzo di Walter Siti Bruciare tutto (Rizzoli) - storia di un sacerdote pedofilo che resiste alla tentazione del rapporto sessuale con un bambino, il quale però quando si sente rifiutato si suicida, generando il dubbio che seguire la propria perversa natura sia meglio che obbedire alla morale comune - sembra proprio uno di quei libri. Il romanzo, siamo sicuri, è da leggere. E lo faremo. Ma per ora ci interessa la polemica suscitata dall'articolo di Michela Marzano su Repubblica di ieri: «La pedofilia come salvezza, il romanzo inaccettabile di Walter Siti». Ora: Michela Marzano non è una critica letteraria. È una filosofa. Docente di Filosofia morale. Non dà un giudizio letterario. Non dice che il libro è bello o brutto. E non fa alcun moralismo letterario o pedagogico. Non propone censure. No. Fa il suo mestiere di filosofa e dice un'altra cosa. Anzi due, entrambe legittime. La prima (esplicita) è che Bruciare tutto a lei sembra un libro furbo, ambiguo, gratuitamente scandalistico, che non si capisce dove vada a parare (forse è un'operazione editoriale...). La seconda (implicita) è che un libro così va contestualizzato, discusso, chiarito... Insomma: chi di noi lo farebbe leggere a cuor leggero a un ragazzo di 12 o 14 o 16 anni? È come - cito un titolo tra tanti - Le benevole di Jonathan Littell. Che non è, per me, un libro «inaccettabile». Ma da spiegare. Così che mio figlio non pensi che sia un'apologia di nazismo. Uno scrittore può scrivere di tutto, sempre e comunque. Ma il lettore non è obbligato a leggere qualsiasi cosa, sempre e comunque.

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