Fininvest-Vivendi: francesi alle corde

Fininvest-Vivendi: francesi alle corde
19 Aprile Apr 2017 19 aprile 2017

Per Agcom il gruppo parigino deve scendere da Telecom o Mediaset entro un anno

Riunione difficile per l'Agcom chiamata a deliberare sulla quota di Vivendi in Mediaset. L'Autorità per le comunicazioni ha dovuto decidere sull'esposto depositato a fine 2016 da Mediaset sul doppio ruolo di Vivendi, azionista di riferimento in Telecom Italia (24,7%) e secondo socio del network televisivo con il 29,9% del capitale con diritto di voto. In pratica l'Agcom ha accordato un anno di tempo a Vivendi per mettere le cose a posto scendendo o in Telecom o in Mediaset.

Si tratta di uno stop alla scalata dei francesi nella società italiana controllata da Fininvest con il 39,8%. Ora Vivendi ha 60 giorni di tempo per preparare un piano che attesti la volontà della società francese di «ubbidire» all'ordine impositivo dell'Authorità delle tlc. Non c'è stata dunque l'attesa proroga alla decisione in vista dell'assemblea di Telecom Italia del 4 maggio e del cda del 5. L'attesa avrebbe potuto completare maggiormente il quadro sul nodo del «controllo di fatto» di Vivendi nella società telefonica.

L'obiettivo di Mediaset ora è quello di congelare sotto al 10% i diritti di voto di Vivendi per evitare l'abuso di posizione dominante da parte dei francesi. Ora gli scenari possibili sono diversi. Tra i più gettonati c'è quello che vede Vivendi presentare prima dell'assemblea Mediaset del 28 giugno un nuovo piano industriale che potrebbe anche portare, secondo indiscrezioni, la società di Cologno Monzese a diventare azionista di Telecom al 10-15% mentre Vivendi ridurrebbe la sua quota. Il verdetto dell'Agcom dunque può essere decisivo anche per sbloccare il tavolo delle trattative tra le due società al fine di trovare un accordo sul passaggio del controllo di Premium, bruscamente interrotto dai francesi nel luglio 2016.

Inoltre se ci sarà il congelamento al 10% dei diritti di voto di Vivendi il cda di Mediaset potrebbe convocare un'assemblea straordinaria per l'introduzione del voto multiplo (maggiorazione diritti di voto per gli azionisti detentori delle azioni da almeno due anni) un processo lento che finirebbe per indebolire ulteriormente la posizione della società francese nei confronti di quella italiana. La strada per i francesi è comunque in salita dato che per Fininvest si è già aperta la finestra che concede alla holding la facoltà di rafforzare la sua quota (38,3% del capitale e 39,8 dei diritti di voto) con la possibilità di rilevare un ulteriore 1,23% fino al 27 aprile. Fininvest comunque dovrà aspettare dicembre per completare l'incremento del 5% annuo consentito senza dover procedere all'Opa totalitaria. Ieri per i titoli di Mediaset e Telecom è stata comunque una giornata molto pesante a Piazza Affari dove hanno perso rispettivamente del 3,96%) e del 2,69%.

Quanto a Telecom, dove i francesi hanno il controllo di fatto, è tornato di attualità il tema dello spin off della rete Tim. Su questo punto il governo italiano potrebbe cercare di insistere per non avere un duplicato della rete in fibra (tra Enel e la stessa Telecom) nelle zone a fallimento di mercato. Gli analisti su questo punto non si sbilanciano. «Difficile dire se si tratti di una minaccia o di un'opportunità per Tim - hanno detto da Equita- ma certamente lo scorporo non potrà essere imposto». Comunque sia per Vivendi anche in Telecom la strada si prospetta in salita.

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