Sterlina forte e Borse in calo: sui mercati vince l'incertezza

Sterlina forte e Borse in calo: sui mercati vince l'incertezza
19 Aprile Apr 2017 11 giorni fa

Indici negativi sulle principali piazze europee Preoccupano le molte turbolenze internazionali

Più che cigni, gatti neri. Per ora. Nessun evento catastrofico (il black swan, per l'appunto), ma solo una serie di segnali inquietanti che i mercati cominciano a mal sopportare perché, nella migliore delle ipotesi, ingenerano altra incertezza. Non bastavano le minacce della Corea del Nord, la deriva autoritaria presa dalla Turchia dopo l'esito del referendum, le tensioni tra Usa e Russia sulla Siria e le ormai imminenti elezioni presidenziali in Francia: ieri si è anche aggiunta l'uscita fuori programma di Mrs Theresa May, con l'annuncio del voto anticipato il prossimo 8 giugno. Un po' troppo per girare lo sguardo altrove. La Borsa di Londra ha infatti pagato pegno con un robusto calo del 2,5%, Milano ha lasciato sul terreno l'1,7%, Parigi l'1,6%, mentre Francoforte ha limitato i danni con un ribasso dello 0,9%.

Forti vendite, insomma, ma niente panico. La sensazione, però, è che gli indici abbiano davanti un periodo di forti turbolenze nonostante l'elevatissima liquidità in circolazione (1.600 miliardi di euro solo nel Vecchio continente). Troppe le variabili in gioco - economiche, militari e geopolitiche - la cui interpretazione ha il coefficiente di difficoltà di un triplo tuffo carpiato in una pozzanghera. La stessa giornata di ieri è stata lineare solo se ci si basa sull'andamento dei listini azionari. La sterlina è invece prima scesa e poi risalita fino a schizzare a 1,2762 dollari, guadagnando anche sull'euro che ha chiuso sui minimi rispetto alla valuta britannica a 0,8387. Un movimento schizofrenico che è la sintesi del diverso peso attribuito dagli analisti alla chiamata alle urne della premier inglese. C'è chi è convinto che la May sia in una botte di ferro: il voto non farà altro che rafforzare la coalizione conservatrice vista la debolezza dei laburisti, senza alcuna ripercussione sul cammino verso la Brexit e quindi sull'economia britannica. Il ribasso della Borsa di Londra viene quindi spiegato da una parte dei trader con il rafforzamento del pound che penalizza i conti delle multinazionali quotate nel Regno Unito. Altri, invece, stanno sul chi vive: «È improbabile - spiega Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation - che il percorso da qui all'8 giugno scorra liscio: e questo annuncio porterà volatilità sui mercati finanziari».

Anche le elezioni che porteranno alla nomina del successore di François Hollande rappresentano un motivo di preoccupazione per gli investitori, soprattutto se a prevalere sarà la leader del Fronte Nationale, Marine Le Pen, nella cui agenda programmatica figura al primo posto l'uscita dall'euro. Il Fondo monetario internazionale non sembra tuttavia granchè preoccupato: «Ci sono alcuni politici che avanzano piattaforme anti-euro ma un breakup dell'eurozona richiede vari passi che secondo noi sono meno probabili», afferma sicuro Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fmi.

Resta poi da vedere come si muoverà Donald Trump. E non solo sul fronte estero. Cresce infatti la diffidenza sulle capacità del presidente Usa di mandare in porto il programma di riforme, in particolare quello relativo alla parte fiscale, su cui la Borsa Usa aveva costruito i più recenti guadagni. E se Wall Street (-0,8% ieri alle 20 ora italiana) fa uno starnuto, gli altri mercati rischiano la polmonite.

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