Aria più pulita al Cenacolo Parte il restauro ecologico

20 Aprile Apr 2017 9 giorni fa

Sarà potenziato il sistema che elimina le polveri sottili nel refettorio. Il capolavoro guadagna 500 anni di vita

Stefano Giani

Il cibo divino leonardesco è una sintesi. «L'ultima cena» è un'icona del sacro luogo che la ospita, il refettorio di Santa Maria delle Grazie, dove - agli albori del Cinquecento - pranzavano i frati. Ma nei secoli è diventata l'emblema delle virtù italiane. E della sua ricchezza. Religione. Cibo. Arte. E ciò che da esse deriva. Viaggi di pellegrinaggio. Affari. Cultura. Leonardo anticipò quello che siamo oggi, insomma, ma la sua eredità - la fragilità del dipinto - si sarebbe perduta senza l'attenzione alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico. Il Cenacolo, dipinto su legno di enormi dimensioni, è soggetto a un logorio precoce che numerosi interventi hanno scongiurato. Il primo restauro del terzo millennio non avrà come oggetto l'opera del Genio, ma l'ambiente. E anche questo è un segno dei tempi. I lavori che si sono conclusi nel 1999 hanno restituito smalto alle figure. Ora - a distanza di quasi vent'anni - si andrà a rendere più pura l'aria che rischia di inquinarlo fino alla sparizione.

Il Ministero dei Beni culturali ha studiato un progetto per depurare gli ambienti. Le pennellate leonardesche sono sensibili alle polveri sottili e i visitatori, involontariamente, ne portano in quantità all'interno di quel refettorio, oggi diventato un museo. Troppe per il dipinto leonardesco. L'attuale impianto riesce a immettere nei locali 3.500 metri cubi d'aria pulita ogni giorno, un quantitativo enorme ma non sufficiente a garantire l'ottima conservazione del capolavoro. Il progetto in cantiere potenzierà questa portata arrivando a far confluire quotidianamente 10mila metri cubi incontaminati. Verrà concluso nel 2019, quando ricorreranno i 500 anni della morte di Leonardo e i 1300 visitatori giornalieri non saranno più una minaccia a quello che l'Unesco - nel 1980 - dichiarò ufficialmente «patrimonio dell'umanità». Secondo gli specialisti, l'operazione garantirà all'opera altri 500 anni di vita.

In virtù di questa operazione - alla quale partecipa Eataly con un contributo privato, oltre al Politecnico, all'Università della Bicocca e al Cnr - i turisti e i milanesi potranno anche sostare davanti al dipinto per 50 minuti al posto dei 15 consueti. «E non è peccato pensare - spiega Oscar Farinetti, patron di Eataly, dove il progetto è stato presentato - di organizzare sopralluoghi serali, a museo chiuso, con un esperto che narri la nascita, la vita, la storia e i segreti del capolavoro».

In video conferenza con New York e San Paolo in Brasile, il ministro Dario Franceschini - dal refettorio di Santa Maria delle Grazie - ha puntualizzato che il restauro sarà «un altro fiore all'occhiello della città, oggi al centro delle mete più desiderate, come vera e propria sintesi tra cibo, arte, vita e lotta all'inquinamento. Expo, in questo senso, è stato un precedente importante». L'iniziativa «Una cena così non la puoi perdere!» avrà visibilità in tutto il mondo perché ogni Eataly avrà una vetrina dedicata all'evento.

Commenti

Commenta anche tu