Donne che ce la fanno E il «lavoro da uomo» ormai non esiste più

20 Aprile Apr 2017 6 giorni fa

Progetto di Valore D, Eni e Intesa San Paolo dedicato agli studenti e contro i pregiudizi

Michelangelo Bonessa

Un foglio protocollo, un borsellino, un paio di occhiale da sole e la foto di un cavallo bianco. Sono alcuni degli oggetti presentati dalle donne intervenute alla presentazione del progetto Inspiring Girls. Un'iniziativa promossa dall'associazione di imprese Valore D in collaborazione con Eni e Intesa San Paolo e rivolta agli studenti delle scuole medie.

Lo scopo è di abbattere i preconcetti di genere ancora molto diffusi anche tra le nuove generazioni: «Già a 6 anni i bambini classificano certe professioni come maschili o femminili - spiegano dall'associazione - a 13 molti di loro non aspirano già più a certe professioni sulla base di stereotipi di genere». Per questo Miriam Gonzalez Durantez ha pensato di chiedere a donne affermate di incontrare i ragazzi per mostrargli come sia possibile svolgere ogni tipo di lavoro. Prima ha avviato il progetto in Inghilterra e Spagna e ora lo ha esportato anche in Italia con la stessa formula che sembra buona per ogni nazione: «Ci sono due caratteristiche che uniscono le donne di tutti i Paesi - ha spiegato Durantez - la mancanza di fiducia in se stesse e la non conoscenza dei lavori che ci sono ora».

Per questo ecco gli esempi come Laura Astolfi, bioingegnere che ha portato il foglio protocollo su cui scrisse il tema dedicato alla sua eroina Rita Levi Montalcini. O Laura Caputo, docente di Pordenone che insegna ai robot a riconoscere gli oggetti come i borsellini. Oppure Elena Bellacicca che ha creato Findmylost, un'azienda che si occupa di mettere in contatto chi smarrisce oggetti e chi li trova. Per finire con Tiziana Catarci, ordinario di Ingegneria informatica che ha portato la foto del cavallo per raccontare come sia stata da sempre più attratta dal cavallo bianco invece che dal principe azzurro.

Solo quattro di dodici esempi presenti ieri alla Fabbrica del Vapore in cui ci sono ufficiali dell'esercito, ricercatrici, manager e autrici di testi per cantanti noti come Fedez. Professioniste che, secondo gli obbiettivi del progetto, nei prossimi tre anni dovrebbero visitare 200 scuole per parlare con 25mila studenti. Durante lo sviluppo dell'iniziativa, sperano gli organizzatori forti delle esperienze negli altri Paesi, si potranno aggiungere tanti altri «role model». I partner dell'iniziativa, che hanno portato esempi di donne già in posizioni dirigenziali, festeggiano la presentazione dell'evento. «Siamo molto orgogliosi di essere partner di Valore D nell'iniziativa Inspiring Girls Italia mediante cui Eni conferma ulteriormente il suo impegno nella collaborazione con il mondo dell'education e nella creazione di sinergie di valore tra azienda e mondo del lavoro - ha affermato Grazia Fimiani, direttore delle risorse umane e organizzazione di Eni - Siamo convinti che sia la strada giusta per intercettare e far crescere il talento delle nostre giovani generazioni in modo coerente con lo spirito dei nostri tempi complessi». «Intesa Sanpaolo sottolinea Elena Jacobs, Chief of Ceo Staff di Intesa Sanpaolo ha creduto da subito nel progetto. Oggi le bambine devono avere il coraggio di sognare. In grande. Intraprendere carriere di studio e di lavoro in campo scientifico, tecnologico e informatico rappresenta sempre di più un'opportunità a cui le donne possono guardare con fiducia. Ogni donna che si impegna per raggiungere un risultato, ogni donna che lavora con passione per realizzare i propri obiettivi può infatti diventare un punto di riferimento, un modello straordinariamente possibile».

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