E diventa un caso perfino il Giro d'Italia

E diventa un caso perfino il Giro d'Italia
20 Aprile Apr 2017 20 aprile 2017

Anzaldi (Pd) all'attacco: è vero che quest'anno la Rai l'ha pagato il doppio?

Roma - L'edizione del centenario potrebbe passare allo Storia come l'edizione dei record. Stiamo parlando del Giro d'Italia che partirà il 5 maggio dalla Sardegna per concludersi a Milano il 28. È infatti arrivata in Parlamento un'interrogazione firmata da Michele Anzaldi (Pd) nella quale si lamenta un «immotivato» aumento del costo dei diritti televisiva del Giro che la Rai anche per quest'anno si è garantita. Il deputato parla di un costo ampiamente aumentato rispetto all'ultima asta. «Secondo quanto riportato in alcuni articoli di stampa - spiega Anzaldi -, la Rai avrebbe acquistato per i prossimi quattro anni i diritti per trasmettere in chiaro il Giro d'Italia. E il costo di tali diritti sarebbe passato da 5 a 12 milioni all'anno. Se tale indiscrezione dovesse essere confermata, la Rai si troverebbe a corrispondere per tali diritti un ammontare più che doppio rispetto a quanto pagato finora». Anzaldi, segretario della Vigilanza Rai, chiede inoltre se corrisponde al vero che tale decisione sarebbe già stata approvata dal Cda Rai e vorrebbe sapere come si è svolta la trattativa con il Gruppo Rcs e da chi è stata portata avanti. A dare una prima risposta ci pensa un membro di quel Cda, Carlo Freccero, con un preciso riferimento al direttore generale Antonio Campo dell'Orto. «La negoziazione per il Giro - spiega - l'ha fatta il dg. Di certo Cairo (presidente di Rcs, ndr) ha anche approfittato del fatto che quest'anno cade il centenario del Giro. La cifra non l'abbiamo contrattata noi, se il dg ci dice che quello è quanto concordato ai consiglieri non restano molte alternative: tagliare il Giro sarebbe come tagliare le partite della Nazionale; vorrebbe dire rinunciare qualcosa di identitario che contribuisce a sostanziare il servizio pubblico». È solo una coincidenza a uso dei maliziosi, poi, che Campo dell'Orto sia stato dipendente proprio di Urbano Cairo quando ha diretto per quattro anni La7.

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