"Il lavoro prima agli australiani. Da oggi solo migranti qualificati"

Il lavoro prima agli australiani. Da oggi solo migranti qualificati
20 Aprile Apr 2017 20 aprile 2017

Giornate di fuoco per la politica australiana e per i 200mila italiani, che vivono in Australia

Giornate di fuoco per la politica australiana e per i 200mila italiani, che vivono in Australia (sono 25 mila gli italiani che ogni anno atterrano negli aeroporti di Sydney o di Melbourne, per vacanza, per studio o per lavoro). Da oggi, infatti, sarà più difficile ottenere un visto permanente dall'altra parte del mondo, ma non impossibile. Il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha recentemente annunciato: "Il lavoro prima agli australiani". E ha abolito da un giorno all'altro uno dei visti più utilizzati dagli italiani (e non solo) per lavorare in Australia: il famoso 457, un contratto di lavoro di due o quattro anni, che portava alla residenza permanente e che quindi era una delle strade preferite da circa 550 italiani l'anno, per realizzare l'Australian dream. Cosa fare adesso? "Chi vuole studiare o lavorare in Australia farebbe bene a partire - spiega Ilaria Gianfagna, che tre anni fa ha fondato Just Australia, un infopoint a Melbourne per gli italiani che vogliono trasferirsi in Australia - a prescindere dalle leggi sull'immigrazione, che cambiano ogni anno. Vivere un'esperienza in Australia e in generale all'estero, anche se temporanea, fa bene a chiunque: si migliora l'inglese, si acquisiscono più qualifiche e s'impara cosa vuol dire vivere in un paese estremamente multi-etnico, moderno, dove vige la meritocrazia, dove gli stipendi sono alti, la qualità della vita è tra le più alte al mondo e il tempo libero ha la stessa importanza di quello speso sul lavoro".

In sostanza, quello che cambia è che il nuovo visto si chiamerà Temporary Skill Shortage e darà la possibilità di rimanere fino a quattro anni in Australia e solo per alcune professioni sarà possibile richiedere la residenza permanente dopo questo percorso. "Da oggi sarà più difficile ottenere un visto permanente per l'Australia - dice Alberta Miculan, agente di immigrazione dello studio di Melbourne Migration Ways - e ce la faranno soprattutto le persone molto qualificate, con un buon livello d'inglese". Le novità sono appena state annunciate ed è bene non prendere decisioni affrettate. "Meglio continuare per la propria strada - aggiunge Miculan - e attendere di saperne di più. Per chi è qualificato non mancheranno le opportunità". Proprio quello che vuole il primo ministro per il futuro del paese: migranti qualificati, ovvero 'skilled migrants', come si dice nella terra di canguri. Il premier ha anche annunciato che la procedura per ottenere il passaporto sarà ancora più lunga: ci vorranno 4 anni di residenza permanente, prima di poter richiedere la tanto ambita cittadinanza. In tantissimi hanno commentato le novità su Facebook, definendo 'razzistì i nuovi provvedimenti. Ma si può ancora emigrare in Australia? I giovani sotto i 31 anni possono chiedere un visto working holiday (vacanza-lavoro) della durata di un anno, da poter rinnovare per altri 12 mesi, a patto di svolgere 88 giorni di lavoro agricolo. Chi ha più di 31 anni, o semplicemente vuole studiare, può optare per uno student visa, un visto di studio e lavoro part time, che è il biglietto da visita per entrare nel mondo del lavoro australiano, con un buon livello d'inglese e un diploma o una laurea ottenuta sul posto. Oppure partire con la macchina fotografica al collo, per una vacanza, che a volte si trasforma in una scelta di vita.

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