Leggere o mangiare? L'abbuffata di cuochi

20 Aprile Apr 2017 5 giorni fa

Quasi 800 eventi programmati, uno spazio di 37mila metri quadri, 552 editori in totale, 600 ospiti donne, zero controlli (di sicurezza), 25 minuti (la distanza dal Duomo, con la metropolitana).

Visite. Si fa una visita a quelli di famiglia: nel giro inaugurale il ministro Franceschini si ferma allo stand della Nave di Teseo, dove lavora anche sua figlia. Baci e abbracci, «Ciao Elisabetta» (Sgarbi), si accomiata con una copia di Tutto è in frantumi e danza di Guido Maria Brera e Edoardo Nesi.

Dilemmi. Leggere o mangiare? È tempo di libri, ma anche di cibo: solo nel primo giorno, dodici eventi dedicati a panificazione, showcooking, incontri con chef, essenze gastronomiche, pesce, te'... C'è anche una cucina vera, perché vivere stanca, ma leggere fa venire fame.

Corsi di lingua. Nei due viaggi in Italia, nel '55 e nel '66, Tolkien visita Assisi, va a messa in San Marco a Venezia, ma evita Roma. Gli italiani avevano già conosciuto la sua voce fin dagli anni Trenta, grazie a due «lezioni» (dal tabaccaio) per i corsi del Linguaphone, su dischi di gommalacca. Lo raccontano l'editore Adolfo Morganti e Oronzo Cilli, presentando Tolkien e l'Italia (il Cerchio).

Veleno. Ne Il sovrano delle ombre (Guanda), Javier Cercas racconta di uno zio franchista, e della «eredità di violenza» con cui tutti dobbiamo fare i conti. Dice Cercas, che si scusa per il suo italiano, «anche se Bruno (Arpaia) si incazza se mi scuso»: «C'è solo un tre per cento di finzione, ma questa piccola parte fa sì che tutto sia finzione. Come una goccia di veleno fa sì che non possa bere un bicchiere d'acqua».

Fantasmi. L'incontro più squisitamente letterario è sul nuovo numero della rivista Nuovi argomenti. Parlano Cubeddu, Letizia Muratori, Tuena, Trevisani... Tema: i fantasmi in letteratura, tra virtuale e invisibile. Sala, purtroppo, spettralmente deserta.

EB e LM

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