Scoppia il caso Cantone: ridimensionati i poteri. Ma il governo: "Rimedieremo"

Scoppia il caso Cantone: ridimensionati i poteri. Ma il governo: Rimedieremo
20 Aprile Apr 2017 20 aprile 2017

In Consiglio dei ministri viene abrogato misteriosamente un comma del nuovo codice degli appalti che toglie poteri all'Anac di Raffaele Cantone. Poi la retromarcia di Palazzo Chigi: "Rimedieremo"

Meno poteri per Raffaele Cantone. A volte basta sopprimere un “comma” per snaturare l’attività di un ente come l’Anac. È quel che è successo durante l’ultimo Consiglio dei ministri quando si è discusso del nuovo codice degli appalti. Una gaffe su cui il governo è scivolato, salvo poi promettere dimetterci una pezza.

Il codice era stato approvato un anno fa, dopo gli scandali e Mafia Capitale, dando così all’Anac di Cantone di svolgere un ruolo di intervento e di prevenzione. Al comma 2 dell’articolo 211 si leggeva che "Qualora l'Anac, nell'esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di are invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell'Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di 25.000 posta a carico del dirigente responsabile”.

Ora, invece, come rivela l’Huffington Post, questo comma del codice degli appalti è stato del tutto abrogato e, così, Cantone, che fino a poco tempo fa era considerato il salvatore della patria, si ritrova in mano una pistola scarica. Quello che lascia perplessi è che il governo abbia scavalcato il Parlamento che, nel corso della discussione su questo tema, aveva deciso di lasciare invariato il testo nonostante i rilievi del Consiglio di Stato. Rilievi che non avrebbero intaccato il principio e il ruolo centrale dell'Anac.

Ora, invece, il governo Gentiloni sembrava voler “rottamare” Raffaele Cantone e la sua Autorità. Ma da Palazzo Chigi assicurano che dietro non c'era nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri dell'Anac. "Il presidente Gentiloni, in missione a Washington, è stato in contatto con Cantone", dicono fonti del governo, "Sul punto, assicurano le stesse fonti, sarà posto rimedio e in maniera inequivocabile".

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