Strappo storico a sinistra. Il Pd diserta il 25 aprile: "È un elemento divisivo"

Strappo storico a sinistra. Il Pd diserta il 25 aprile: È un elemento divisivo
20 Aprile Apr 2017 20 aprile 2017

Scontro con l'Anpi dopo il referendum. Anche la comunità ebraica assente: "Non rappresentati"

Svanisce il mito fondativo della Resistenza, «ora e sempre». Il Pd non parteciperà al corteo del 25 aprile organizzato dai Partigiani dell'Anpi, così come lo diserterà la Comunità ebraica di Roma. Ed è il «reggente» nonché presidente del Pd, Matteo Orfini, ad assumersi la responsabilità dello storico strappo, basato sul (discutibile) presupposto che quel corteo sia «diventato un elemento di divisione». Ma, come una sottospecie di Romolo Augustolo de noantri, l'ex portaborse di D'Alema passato alla corte di Renzi neppure s'accorge che l'annuncio è assai più di uno «strappo» alla tradizione. È la lacerazione di un cordone ombelicale che si può ritenere assai più grave, in termini culturali, della scissione astiosa tra gli ultimi eredi di quella storia nello scolorito Pd renziano. Crolla il mito resistenziale, ultimo dei valori che hanno tenuto assieme una comunità per 72 anni e che ha percorso e cementato il mondo di sinistra, in particolare comunista. Lo fa, come sospetta il segretario dell'Anpi romana, Fabrizio De Sanctis, per «motivi strumentali: il Pd lo abbiamo invitato, ma non abbiamo ricevuto risposte formali, non vorremmo che ci fossero strascichi alle polemiche che ci hanno divisi...». L'allusione è alla campagna referendaria che ha visto il leader Renzi duramente contrapporsi al presidente Anpi, Carlo Smuraglia. Aspetto che rende ancor più clamorosa e dolorosa la decisione annunciata da Orfini. Ma il casus belli è stato offerto da un altro singolare diniego all'invito Anpi, quello della Comunità ebraica di Roma, la più colpita dai rastrellamenti dei tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Gli ebrei romani si sono offesi per la presenza al corteo di una rappresentanza palestinese e, in un comunicato diramato durante la conferenza stampa di De Sanctis, accusano l'Anpi romana di aver voluto «cancellare la storia e far sfilare gli eredi del Gran Muftì di Gerusalemme che si alleò con Hitler con le proprie bandiere... l'Anpi che paragona la Comunità ebraica di Roma a una comunità straniera è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani». Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana, lamenta anche non meglio precisate «ripetute aggressioni» avvenute negli anni scorsi (non durante il corteo Anpi, a quanto risulta) e dunque radunerà la sua Brigata ebraica in via Balbo, mentre il corteo dei Partigiani partirà da Piramide per raggiungere, come da tradizione, Porta San Paolo. Feroce lo scambio di accuse: il deputato ebreo del Pd, Emanuele Fiano, parla di «ferita profonda» e chiede l'intervento di Smuraglia. L'Anpi romana fa sapere di voler cercare una soluzione, ma di non accettare imposizioni, quale quella di «escludere i palestinesi dal corteo».

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