Da Atm alla Darsena dietro al «fuoco amico» c'è l'ombra di Pisapia

21 Aprile Apr 2017 8 giorni fa

Iniziano le manovre in vista delle Politiche l'ex sindaco vuole avere un peso in Comune

Diana Alfieri

Un fine settimana movimentato quello del centrosinistra. Milano oggi e domani sarà crocevia dei candidati pronti a scontrarsi alle primarie di domenica 30. E cominciano i primi movimenti in vista delle politiche, con l'ex sindaco Giuliano Pisapia, supporter di Andrea Orlando alla segreteria del Pd, che vuole continuare a far sentire il proprio peso a Palazzo Marino e la maggioranza di Beppe Sala che scricchiola sempre più. Dopo il pasticcio sulle quote di M5, dopo la rottura sulla Darsena, l'ultima crepa in ordine di tempo è stata la nomina del nuovo direttore generale di Atm, Arrigo Giana, un'investitura che ha creato molti mal di pancia nell'area sinistra della maggioranza. Paolo Limonta, il più pisapiano dei pisapiani, ha tuonato pesantemente su Facebook la sua contrarietà. Arrigo Giana arriva da Cotral, azienda di trasporto pubblico del Lazio. Prima ancora ha lavorato per tredici anni in Atm, gli ultimi sette come direttore finanza, ricoprendo questo ruolo sia in epoca Moratti-Catania, sia con Bruno Rota, che preferì però, dopo un paio di anni, risolvere consensualmente il contratto con un dirigente apparentemente troppo morattiano (Giana da Rota non fu quindi licenziato).

Ora, dopo un bando lampo, la scelta del sindaco e del consiglio di amministrazione di Atm è ricaduta su Giana, che ha surclassato anche Alberto Zorzan, secondo arrivato, direttore centrale in Atm, con addosso una colpa pesante: essere troppo rotiano per piacere abbastanza al sindaco. Sala infatti, intervenendo nei giorni scorsi ad un incontro sul trasporto pubblico organizzato da Sinistra x Milano (leggi Limonta) ha tenuto a specificare che l'ultima parola è sempre la sua, anche e soprattutto sulle nomine. E Zorzan significava Rota, che significa Pisapia, e quindi Limonta, che su Giana si è ampiamente espresso.

Risulta però difficile capire come i giudizi di uno stesso movimento politico (quello di Pisapia) su una stessa persona (Giana) possano essere a volte così diversi. A Roma, la Regione guidata da Zingaretti - che si è dichiarato vicino all'ex sindaco di Milano - incensa e ringrazia il direttore generale di Cotral (appunto, Giana). A Milano, sempre il movimento che fa capo a Pisapia, nella persona del consigliere Limonta, contesta pesantemente la nomina del nuovo dg di Atm, sempre la stessa persona.

In mezzo a questo caos, per correre ai ripari, martedì scorso Sala ha voluto che la maggioranza si riunisse: basta Consigli comunali in cui l'opposizione la fa l'ala sinistra della maggioranza. Il monito per tutti è stato quello di non creare spaccature, così ieri in consiglio chi voleva manifestare il proprio dissenso contro decisioni della giunta avrebbe dovuto astenersi. Gli occhi erano tutti orientati verso Limonta che non si è adeguato, ribadendo tutta la sua contrarietà a Giana.

Insomma, per ora Sala cerca di mette lo scotch per tenere insieme i pezzi, ma il fatto di non avere un partito alle spalle lo rende sempre più solo.

Chissà se il suo mancato endorsement a Renzi ha come origine proprio la paura di sfasciare la sua coalizione. Con Pisapia in città al fianco di Orlando, il rischio di rompere equilibri precari è troppo alto.

Commenti

Commenta anche tu