Lettera del governo alla Rai: "No al tetto, artisti potranno guadagnare di più"

Lettera del governo alla Rai: No al tetto, artisti potranno guadagnare di più
21 Aprile Apr 2017 21 aprile 2017

Arriva il via libera del ministero dello Sviluppo Economico per una deroga al tetto massimo di 240 mila euro annui per i compensi dei conduttori "Vip" dei programmi Rai

La diatriba sul compenso degli artisti "Vip" in Rai si avvia verso una soluzione: il ministero dello Sviluppo Economico ha aperto uno spirglio su una possbile deroga alla norma che fissa un tetto ai compensi in via Mazzini.

Il ministero

La "corposa" comunicazione da parte del dicastero è arrivata stamattina al direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, che, a margine della conferenza stampa di presentazione del palinsesto Rai per la centesima edizione del Giro d'Italia, ha riferito: "La lettera del sottosegretario Giacomelli a una prima lettura mi pare possa portare a una soluzione positiva della vicenda del tetto ai compensi degli artisti".

Il dg, però, ha anche sottolineato che "alla fine la vera valutazione va fatta in Cda, che avverrà nella prossima seduta del Consiglio". Sarà dunque in quella sede, ai primi di maggio, che verrà presa la decisione definitiva per quanto riguarda i compensi per le star, ma la comunicazione del ministero è chiara: il tetto ai compensi Rai di 240 mila euro annui lordi può essere superato seguendo le leggi di mercato per quanto riguarda le cosiddette "prestazioni artistiche".

L'Avvocatura dello Stato

Allegata alla lettera del ministero c'era anche il parere dell’Avvocatura dello Stato, che concorda con la posizione assunta in molte dichiarazioni ufficiali dai vertici della Rai: la sostanziale inapplicabilità del tetto ai conduttori dei programmi. L'azienda di via Mazzini, quindi, potrà affrontare la trattativa sui prossimi palinsesti 2017-2018 con gli strumenti di trattativa da mercato televisivo, ma dovrà dotarsi di un regolamento interno esplicativo.

Nonostante il parere positivo, è necessario un pronunciamento formale del governo, di fatto l’azionista unico della Rai. L'ultima prola spetta dunque al Consiglio di amministrazione, ma il passaggio alla concorrenza, Mediaset o Sky, minacciato da diversi divi, sembra scongiurato.

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