Siti contro Marzano? Un pareggio più che annunciato

Siti contro Marzano? Un pareggio più che annunciato
24 Aprile Apr 2017 24 aprile 2017

Bruciare tutto, a volte, funziona. Funziona per esempio nel caso del romanzo di Walter Siti, in virtù del contenuto (pedofilia), delle stroncature (da parte di Michela Marzano, per prima, su Repubblica) e di una dedica a Don Milani

Bruciare tutto, a volte, funziona. Funziona per esempio nel caso del romanzo di Walter Siti, in virtù del contenuto (pedofilia), delle stroncature (da parte di Michela Marzano, per prima, su Repubblica) e di una dedica a Don Milani. Del quale, a chiudere il cerchio delle coincidenze che diventano miracoli di marketing, ieri è stato presentato il doppio Meridiano Mondadori (a cura di Alberto Melloni), proprio a «Tempo di libri». Dove la polemica sul romanzo di Siti (Rizzoli) è entrata nel programma, scalzando un evento già programmato dal titolo «Autostroncatura» con Siti, Michela Murgia e Marcello Fois, tramutandolo in «Bruciamo tutti» con Siti, Michela Marzano, Fois, Lorenzo Pavolini, Emanuele Trevi, Chiara Valerio e Alessandro Zaccuri e poi, alla fine, portando in sala un confronto a due Siti-Marzano. Con gli ex relatori previsti parcheggiati in terza fila, e Chiara Valerio accovacciata a bordo palco, che comincia parlando di «agorafobia, o forse claustrofobia», perché la sala è strapiena...

Comunque, appena il dibattito comincia, Siti va subito al cuore: la dedica. «Mi accusano di infangare Don Milani, ma Lettera a una professoressa è stato un libro guida per me, ho letto tutto di lui, poi anche quelle lettere un po' choc». Quindi è un equivoco: la dedica è stata fatta «nello spirito dell'omaggio». E poi: «Escludo che Don Milani abbia messo in atto alcuna pratica pedofila». Per Marzano il suo libro è «una cinica operazione editoriale»? «No, no, no» risponde lui, e «non è un libro a tesi». Però per Michela Marzano, accusata su internet in questi giorni di essere la «maestrina» e la «moralista» della sinistra, Siti confonde «inclinazione» e «orientamento» sessuale, e soprattutto l'orientamento con «le pratiche sessuali», in questo caso «particolari e pericolose». In un incontro in cui volano i nomi di Lacan, Camus, Deleuze, Nabokov o meglio Lolita, non c'è un vincitore e non c'è un perdente. A chi sostiene che la letteratura possa parlare quasi di tutto, Siti replica che, per lui, «il quasi non esiste». Rivendica di avere «saccheggiato il Decalogo del pedofilo» nel deep web: «Tutto quello che circola e viene letto non deve fare paura alla letteratura». Intanto Bruciare tutto ha già venduto 13mila copie in 3 edizioni, e alla Fiera è il terzo libro più venduto da Rizzoli.

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