Di scoliosi si può guarire Quando ricorrere al chirurgo

26 Aprile Apr 2017 27 giorni fa

Nei casi più gravi di curvatura anormale della colonna si arriva alla compressione sul cuore e i polmoni

Luigi Cucchi

La scoliosi, una curvatura anormale della colonna vertebrale, riguarda circa il 3% degli italiani. I casi di scoliosi lieve non hanno ripercussioni sulle normali attività quotidiane, ma sono limitanti e dolorose quando sono gravi. Tra le cause di questa patologia troviamo le malformazioni congenite della colonna vertebrale (presenti dalla nascita, sia ereditarie, sia causate da fattori ambientali), le malattie genetiche, i problemi neuromuscolari e la disparità di lunghezza degli arti. Altre cause di scoliosi possono essere la paralisi cerebrale, la spina bifida, la distrofia muscolare, l'atrofia muscolare spinale e i tumori. Tuttavia, le cause di oltre l'80% dei casi di scoliosi non sono note.

Alla Città della salute di Torino, centro di riferimento regionale per queste patologie, chirurghi e ortopedici hanno discusso per due giorni sulle forme più tipiche e diffuse e quelle più complesse che richiedono l'intervento chirurgico. Si è affrontato anche il tema del trattamento della scoliosi in età di accrescimento, che può manifestarsi già nell'infanzia. Molti ricercatori sono convinti che si tratta di una affezione geneticamente determinata. Sovente la scoliosi è solo uno dei sintomi di patologie più complesse, di tipo neurologico, congenito, miopatie.

Il dolore alla colonna vertebrale è lamentato dopo i 30-40 anni ed è dovuto al sovrapporsi di fenomeni degenerativi come artrosi, discopatie, stenosi del canale vertebrale. Nelle curve più gravi e progressive si manifesta una compromissione della funzionalità cardiorespiratoria proprio per un effetto compressivo sui polmoni e cuore. Purtroppo sostengono gli specialisti - non si può prevenire l'instaurarsi di una scoliosi che si manifesterà inevitabilmente subito prima dell'adolescenza. È possibile invece intervenire precocemente, al primo manifestarsi dei sintomi, per bloccare il peggioramento o in molti casi ottenere un miglioramento della scoliosi.

Nelle forme meno gravi (al di sotto dei 20°) è indicata la ginnastica posturale e il monitoraggio, cioè i controlli periodici, per verificare se la scoliosi è progressiva. Nelle curve di media gravità (dai 20° ai 45°) si utilizzano i corsetti ortopedici, preceduti da correzione con busti gessati (per 45-90 giorni) nelle forme più rigide. La scelta del trattamento va effettuata da specialisti di centri specializzati.

Le linee guida della Società internazionale di studio della scoliosi indicano in 45-50° il limite oltre il quale si consiglia la correzione chirurgica per evitare i problemi di natura posturale, estetica, cardiorespiratoria e il dolore. L'intervento chirurgico consiste nella correzione della deformità scoliotica e nella fissazione del tratto di colonna che viene operato. Si inseriscono degli ancoraggi sulle vertebre (viti, uncini, fascette intorno alle lamine) che si agganciano a barre in titanio e permettono di correggere geometricamente la curva. Si aggiungono quindi degli innesti ossei. Durante l'intervento viene recuperato il sangue del paziente ed effettuato un monitoraggio continuo della funzione neurologica.

Con le moderne strumentazioni chirurgiche si riesce a ottenere fino al 70-80% di correzione della scoliosi coinvolgendo il minor numero di vertebre possibile.

Il paziente riprende a deambulare pochi giorni dopo l'intervento e senza alcun corsetto, ritorna alle attività scolastiche dopo 3 settimane e all nuoto dopo 3 mesi.

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