La natura come amica

26 Aprile Apr 2017 26 aprile 2017

Insonnia: un disturbo che interessa più di un miliardo di persone e che si può cercare di risolvere ricorrendo anche a farmaci naturali. Le principali piante amiche del sonno sono il biancospino, il tiglio, l'escolzia californica, la valeriana e la passiflora. La più usata è il biancospino. Induce piacevolmente il sonno, soprattutto se la dose serale è preceduta da una o due assunzioni durante il giorno. Se si utilizza l'infuso, si consiglia un cucchiaio da tavola di foglie e fiori in una tazza di acqua bollente in infusione per 10 minuti; bere due o tre tazze al giorno dopo i pasti e uno la sera prima di coricarsi. È consigliato dolcificare con miele di tiglio o miele di lavanda. Si può usare anche l'estratto fluido in ragione di 30 gocce diluite in poca acqua il mattino dopo colazione, 30 gocce dopo pranzo e 40 gocce prima di coricarsi. Ancora meglio dell'estratto fluido agisce la gemmoterapia che usa le gemme delle piante ricche di principi attivi. In questo caso, si possono usare 30 gocce di biancospino gemmoderivato la sera prima di coricarsi. Esistono in commercio anche estratti di biancospino enzimatici senza alcol.

Molto diffusa in Francia per la cura dell'insonnia associata all'ipertensione è l'insieme di tre tinture madri quali valeriana, biancospino e passiflora. Per i neonati e le donne in gravidanza si consiglia l'estratto enzimatico del tiglio senza alcol in dosi da 1-2 gocce per i bambini fino a 30 gocce per adulti. Il papavero della California (Escolzia californica) si usa come tintura madre. Sperimentalmente è stato accertato che questa pianta corregge i disturbi del sonno, facilitando il ripristino del normale ritmo sonno-veglia, che è specifica per ognuno di noi e per ogni età. È il rimedio per chi soffre di difficoltà di addormentamento e lamenta un sonno troppo breve (anche un risveglio precoce). La dose è di 50 gocce la sera prima di coricarsi diluite in poca acqua e bevute a piccoli sorsi. Gli sperimentatori consigliano di aver pronto sul comodino una dose uguale, già diluita, da assumere in caso di risveglio durante la notte fino a che non si sia ristabilita la durata ottimale del sonno.

Una formula suggerita da due noti ricercatori francesi Bergeret e Tétau è così composta: Luppolo T.M., Biancospino T.M., Passiflora T.M., in pari uguali. Si assume il composto in dose da 20 a 50 gocce diluite in poca acqua e bevute a sorsi prima di coricarsi.

*Farmacista esperta

in Fitoterapia

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