MEDICINA E SALUTE

10 Maggio Mag 2017 16 giorni fa

di Marco Palma

L'esercito di chi ha problemi con il sonno arruola sempre più gente. In Italia sono 10 milioni le persone che soffrono di insonnia cronica; metà della popolazione, cioè quasi 30 milioni di individui, soffre di insonnia acuta o transitoria. Inoltre secondo un recente sondaggio Eurodap (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) sette italiani su 10 manifestano disturbi del sonno, quattro su dieci hanno difficoltà ad addormentarsi, tre su 10 dichiarano diversi risvegli durante la notte e due su dieci si svegliano molto prima della sveglia.

Ma un altro fenomeno, diretto e indiretto, colpisce stabilmente 4 milioni di italiani: il russamento. Della serie: chi russa più o meno gravemente va incontro ad apnee notturne e quindi si sveglia e non riposa adeguatamente; ma chi riposa accanto a chi russa finisce per non dormire e ad avere serie ripercussioni cognitive e comportamentali durante il giorno (calo di attenzione, voglia di dormire, nervosismo, ansia sono i fenomeni più ricorrenti).

Purtroppo l'insonnia riguarda anche i bambini: secondo la Società Italiana di Pediatria il 6 per cento dei bambini italiani presenta episodi ricorrenti di risveglio notturno. Le cui cause dipendono molto dalla poca attenzione che hanno su di loro i genitori: uso di giochi elettronici e del computer, uso precoce del cellulare, visione di film che possono turbare la serenità del bambino attraverso la televisione.

«Ognuno di noi deve riposare adeguatamente: le ore che vengono dedicate al sonno sono fondamentali per un equilibrio psicofisico della persona. Il nostro sistema cardiocircolatorio può risentirne anche gravemente con forme di ansia, tachicardia, palpitazioni ed altri fenomeni più o meno seri dice il professor Antonio Rebuzzi direttore della Cardiologia Intensiva del Policlinico Gemelli di Roma e tra gli errori più comuni è quello di non affrontare subito l'insonnia che è una vera e propria patologia».

Ed allora c'è chi conta le pecore, chi prende beveroni fumanti di infusi o camomilla, chi trasforma la camera da letto in palestra prima di andare a letto, chi fa yoga, chi non sopporta la luce oscurando tutto. C'è chi legge, chi fuma, chi fa training autogeno. E c'è chi poi, sempre di più, comincia a prendere sonniferi: strada pericolosa questa perché si crea dipendenza da farmaci. «E' l'errore più comune, più grave e quel che è peggio è fatto, anche in buona fede, dall'amico, dal vicino di casa. Fino ad arrivare a trovare il rimedio su internet: senza, in tutti questi casi, consultare il medico dice il dottor Giacomo Fusari, neurologo dell'Università La Sapienza di Roma, specialista in malattie provocate da insonnia l'unico specialista autorizzato a prescrivere farmaci per combattere il sonno. Chi non dorme è un malato e tale va trattato: nei centri di riferimento per la cura di queste patologie, con strumentistica adeguata, per verificare le reali cause dell'insonnia».

Si chiama «Beauty sleep» (sonno di bellezza) la giusta quantità di sonno che ci rende belli e freschi al risveglio. Eppure non è solo una faccenda estetica. Numerosi studi mostrano che la carenza di sonno è associata a disturbi di memoria ad ogni età. Ma il sonno è un alleato prezioso contro l'invecchiamento. Numerosi studi epidemiologici indicano che il 50% degli anziani può soffrire di disturbi del sonno: quanto dormire possa diventare più difficile con il passare degli anni, il sonno è un fattore di protezione contro il fisiologico decadimento cognitivo dovuto all'età. Lo dimostrano numerosi studi condotti con la risonanza magnetica funzionale dai quali emerge che dormire almeno sette ore per notte riduce l'atrofia cerebrale in aree chiave per il ragionamento e la memoria. Anche se non è ancora del tutto chiaro in che modo ciò avvenga, l'evidenza mostra che il sonno è cruciale per numerosi meccanismi fisiologici, dalla riparazione cellulare al consolidamento dei meccanismi della memoria.

Se dopo i 70 anni il dormire poco può essere un evento piuttosto comune nell'anziano non può essere sottovalutato nel bambino. «Il bambino da quando nasce fino all'età del pieno sviluppo ha un bisogno fisiologico del sonno: non può farne a meno, e la persistenza dell'insonnia determina scompensi psicologici e fisici assolutamente da non sottovalutare afferma il professor Modesto Mendicini pediatra dell'Università la Sapienza di Roma le cui cause possono essere molteplici; dalle più semplici come una stanza non adeguata, una eccessiva vivacità dovuta ad altre cause, pasto serale troppo ravvicinato all'ora di andare a dormire. Fino a cause più complesse di carattere socio-ambientale o per altre patologia in atto. Sarà il pediatra che dovrà informare i genitori su diagnosi e cura più ottimale per il bambino e l'adolescente. Mai somministrare indiscriminatamente farmaci che inducono al sonno. Fenomeno questo tutt'altro che raro».

Un altro grave problema che porta all'insonnia indiretta per chi ne soffre ma diretta per chi è vicino è il russamento. Molteplici le cause una sola la conseguenza per chi è vicino ad una persona che russa: c'è da impazzire. Fra le cause principali: obesità, problemi di adenoidi o di setto nasale ma anche errata alimentazione specie serale e stress.

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