Eurozona, la ripresa c'è. Ma l'Italia continua ad arrancare

Eurozona, la ripresa c'è. Ma l'Italia continua ad arrancare
11 Maggio Mag 2017 12 giorni fa

Buona crescita nell’Eurozona secondo le previsioni di Bruxelles. Per l’Italia però le cose non vanno bene, la crescita è molto lenta. Tra le cause l'incertezza politica e del settore bancario

Segnali incoraggianti sull'economia europea, purtroppo però l'Italia continua ad arrancare, con una ripresa troppo lenta, dovuta all'incertezza politica e alla crisi del settorio bancario. Nelle previsioni di primavera la Commissione Ue rivede in rialzo la stima di crescita dell'Eurozona per quest'anno, portandola nelle previsioni economiche di primavera all'1,7% rispetto all'1,6% previsto in febbraio. Invariata la stima relativa all'anno prossimo, con il Pil a +1,8%; nel 2016 è dell'1,8%. Per l'Ue la crescita stimata è dell'1,9% sia quest'anno che l'anno venturo, come nel 2016.

In Italia quest’anno il pil crescerà dello 0,9% (0,9% nel 2016), l’anno prossimo dell’1,1%. Le stime governative indicano 1,1% e 1% rispettivamente. Si tratta per il 2017 di una differenza in meno di 0,8 punti percentuali rispetto al tasso di crescita della zona euro (1,7%) e di 0,7% nel 2018 (pil Eurozona 1,8%): è uno scarto nettamente superiore a quello che riguarda la Germania (-0,1% nel 2017 e +0,1% nel 2018), la Francia (-0,3% e -0,1%) e la Spagna (+1,1% e +0,6%).

La disoccupazione nella zona euro continua la sua discesa passando dal 10% del 2016 al 9,4% nel 2017 e al 8,9% nel 2018. Il calo è dovuto all’aumento della domanda interna, alle riforme strutturali e altre politiche pubbliche in alcuni paesi che incoraggiano la creazione di posti di lavoro. Tuttavia, il tasso di disoccupazione rimane ancora alto "in molti paesi", avverte la Commissione. A livello di Unione Europea a 28, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 8,5% nel 2016 al 8% nel 2017 e al 7,7% nel 2018, il più basso livello da fine 2008.

Le politiche dell’amministrazione Trump, la salute del settore bancario in Europa e i negoziati sulla Brexit sono tra i fattori di rischio per la crescita della zona euro. "L’incertezza che circonda le stime economiche rimane elevata", dice il documento della Commissione. I rischi per l’economia rimangono al "ribasso" anche se sono più bilanciati rispetto alle previsioni d’inverno. I rischi esterni includono la politica economica e commerciale dell’amministrazione di Trump negli Stati Uniti e le più ampie tensioni geopolitiche. Anche l’aggiustamento economico della Cina, la salute del settore bancario in Europa e i prossimi negoziati con il Regno Unito sull’uscita dall’Ue "sono considerati come possibili rischi al ribasso".

"L'Europa sta entrando nel quinto anno consecutivo di crescita - sottolinea il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici - sostenuta da politiche monetarie accomodanti, da una solida fiducia delle imprese e dei consumatori e da un miglioramento del commercio mondiale". "Tra le buone notizie - prosegue - anche il fatto che l'incertezza che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi potrebbe iniziare a cedere, anche se la ripresa della zona euro in termini di posti di lavoro e di investimenti rimane disomogenea. La sfida principale da raccogliere nei mesi e negli anni a venire sarà porre rimedio alle cause di queste disparità". L'Italia è in coda ai Paesi Ue per stime di crescita. Il motivo, secondo Moscovici, è che in Italia "persistono fragilità strutturali che conosciamo". Poi però ha elogiato il nostro ministro dell'Economia. La relazione fra la Commissione europea e il governo italiano "è del tutto positiva", anche se "in una situazione economica che non è semplice" per il Paese. "Sono in partenza per Bari, in Italia, per il G7, e avrò il piacere di ritrovare un eccellente ministro dell’Economia, che fa tutti gli sforzi perchè l’Italia rispetti i suoi impegni: si chiama Pier Paolo Padoan e abbiamo un rapporto estremamente positivo e costruttivo per affrontare tutti i problemi sul tavolo".

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