Mina dei pm sulle nomine Leonardo

Mina dei pm sulle nomine Leonardo
16 Maggio Mag 2017 16 maggio 2017

Chiesto il rinvio a giudizio di Profumo per Mps-Alexandria. Coinvolto anche Viola

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo per falso in bilancio e manipolazione del mercato quando era presidente del Monte dei Paschi. La notizia arriva alla vigilia dell'assemblea dei soci di Leonardo Finmeccanica, che oggi si riunirà per dare il via libera alle nomine in cda. Compresa quella di Profumo, candidato dal ministero del Tesoro come amministratore delegato del colosso della Difesa al posto di Mauro Moretti.

La richiesta dei pm milanesi riguarda per gli stessi reati anche l'ex ad del Monte, Fabrizio Viola, e l'ex presidente del collegio sindacale della banca senese, Paolo Salvadori. Ma il vero siluro è partito il 21 aprile dal Gup di Milano, Livio Antonello Cristofano che ha disposto l'imputazione coatta nei confronti dei due banchieri. Decidendo sull'opposizione all'archiviazione presentata dal finanziere Giuseppe Bivona, il giudice ha in sostanza «ordinato» alla procura di chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. Le ipotesi di reato sono di falso in bilancio e manipolazione del mercato, per la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini, nei bilanci 2012, 2013, 2014 e 2015 firmati dal tandem Profumo-Viola. Una bella grana per il Tesoro, già finito nel mirino delle polemiche per aver scelto un banchiere e non un esperto di missili, elicotteri o satelliti ovvero il core business di Leonardo.

In un'audizione alla Camera nell'aprile scorso, il ministro Pier Carlo Padoan aveva difeso la nomina di Profumo citando la direttiva emanata il 16 marzo 2017 (ovvero solo due giorni prima dell'ufficializzazione delle candidature). Direttiva che ha riscritto quella precedente del 2013 sulle nomine dei cda delle società controllate dallo Stato, eliminando i requisiti che prescrivevano l'ineleggibilità per chi fosse rinviato a giudizio tra l'altro per reati finanziari o per corruzione e la decadenza in caso di condanna anche non definitiva. E l'ex banchiere il primo marzo (ma la notizia è stata resa nota il 22) è stato rinviato a giudizio da un tribunale lucano per usura bancaria con i tassi di interesse di Mps. Insomma, nella nuova direttiva si è ineleggibili solo in caso di condanna definitiva per reati finanziari o societari.

Ci sono altri motivi per cui il rinvio a giudizio di Profumo e Viola chiesto dai pm a un nuovo giudice rischia di mettere in imbarazzo Padoan: il Tesoro oggi ha il 4% del Monte ma se Bruxelles darà il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale diventerà azionista di controllo dell'istituto di Rocca Salimbeni. «In merito all'eventuale costituzione del Mef quale parte civile nel procedimento contro Profumo relativo ai presunti reati di falso in bilancio e manipolazione informativa in Mps si precisa che la situazione potrà essere compiutamente valutata una volta conosciuti gli elementi del procedimento, tenendo anche conto delle eventuali decisioni che il cda della banca intenderà prendere, ha risposto il ministro nel question time alla Camera il 10 maggio a un'interrogazione del capogruppo Fi, Renato Brunetta. Lo stesso Tesoro sta, inoltre, aspettando il semaforo verde della Commissione Ue al salvataggio della Pop Vicenza oggi guidata da Viola.

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