E se gli angeli venissero dall'antica Etruria?

E se gli angeli venissero dall'antica Etruria?
17 Maggio Mag 2017 5 giorni fa

L'iconografia degli angeli cristiani potrebbe essere erede diretta delle Lase misteriose semidivinità venerate nella religione etrusca

Da dove vengano gli angeli non è più un mistero. Al di là della questione teologica, un numero sempre maggiore di studiosi ritiene che, almeno iconograficamente, gli angeli arrivino dal passato. E più precisamente che la loro immagine ci sia stata consegnata direttamente dagli antichi etruschi.

L’icona dell’angelo cristiano è arcinota. Viene dipinto come un giovane bellissimo, vestito di tunica e dotato di ali con le quali si muove nell’aria. Le differenti variazioni sul tema, che pure la pittura sacra di ogni tempo ha dipinto sugli angeli, non muta di troppo il paradigma della rappresentazione degli esseri che collegano l’umano al divino. Ma questo è concetto che non è prerogativa del cristianesimo, tutt’altro. Le religioni, in ogni tempo, credono in entità semidivine che fanno da ponte tra i mondi dell’uomo e quello degli dèi. Tra queste c’è la religione etrusca.

I nostri più antichi predecessori credevano nelle Lase. Componevano, solitamente, un circolo divino alle strette dipendenze della dea Turan, divinità paragonabile alla Venere onorata dai Romani. Non mancano, però, altre ipotesi tra cui quelle "negazioniste" che vedono nelle Lase dei semplici motivi ornamentali, simili in questo alle vittorie alate dei greci.

Ma quello che è davvero interessante risiede nell'iconografia. Le Lase, infatti, sono rappresentate con indosso una tunica e dotate di lunghe ali piumate, erano solitamente intese di sesso femminile anche se sono ci sono diverse raffigurazioni di Lase di sesso maschile. Incise soprattutto sugli specchi e dotate di strumenti per scrivere, si ritiene che a loro fosse demandata la funzione sacra di fissare con i caratteri della scrittura sacra la vita di ogni essere umano. La funzione della scrittura è attestata anche dalla romanità che ci ha tramandato, nell'opera di Servio, la leggenda della Ninfa Vegoia - o meglio della Lasa Vecu - che avrebbe fatto dono agli esseri umani di alcuni importanti libri profetici e religiosi osservati anche dagli antichi romani. Un ponte, appunto, fra uomini e divinità che in un passato nemmeno troppo recente avrebbe potuto creare una di quelle tante forme di sincretismo che hanno consentito a numerose tradizioni pagane di rivivere nella religione cristiana.

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