Giallo sullo stadio della Roma: "Sarà di Pallotta non della squadra"

Giallo sullo stadio della Roma: Sarà di Pallotta non della squadra
17 Maggio Mag 2017 17 maggio 2017

Bagarre all'assemblea degli azionisti: lo stadio della Roma potrebbe appartenere alla società di Pallotta e non all'As Roma

Lo stadio della Roma potrebbe appartenere alla società di Pallotta e non all'As Roma. Il retroscena è emerso durante l'ultima assemblea degli azionisti in cui si è consumata una vera e propria bagarre. E di fatto a sollevare il prblema è stato proprio uno degli azionisti che come riporta Business Insider ha chiesto alcune precisazioni sul ruolo che avrà l'As Roma proprio sulla nuova struttura. Secondo quanto ha sottolineato Walter Campanile che rappresenta i piccoli azionisti della sociatà giallorossa, alla Roma andrebbe "il diritto del ticketing per gli eventi della As Roma, i ricavi dei tour e il 10% del margine operativo netto su tutti gli eventi non organizzati dalla società".Poi Mario Staderini, un altro azionista della Roma apre il fronte caldo affermando che "la Roma “non ne sarà proprietaria, non spenderà denaro per costruirlo, né lo gestirà, ma semplicemente avrà un contratto di affitto con la possibilità di ottenere alcuni ricavi”. A questo punto interviene il dg Baldissoni: "Non esiste – tuona – una società di Pallotta; anche la Roma è una società di Pallotta se vogliamo considerarla così”. E ancora: “La Roma poche settimane fa è andata a giocare a Lione, dove è stato realizzato un nuovo stadio, inaugurato per il campionato europeo e molto bello. Tutti hanno fatto i complimenti per lo stadio del Lione ma nessuno ha mai pensato che potesse essere considerato lo stadio di Jean-Michel Aulas, che è il presidente del Lione. Eppure la struttura societaria è assolutamente identica a quella della Roma; come è anche identica a quella dell’Arsenal, dove sotto una holding che controlla le azioni della società di calcio c’è simmetricamente una società che si occupa della realizzazione dello stadio. Questa – prosegue il dg del club giallorosso – è una necessità tecnica giuridico-finanziaria tipica di qualsiasi project financing per consentire di realizzare un’infrastruttura così grande, con un finanziamento corposo che sia ottenibile a prezzi di mercato (…). E’ stato fatto l’esempio del Lione e dell’Arsenal, ma potrebbe farsi l’esempio di una qualsiasi grande altra opera infrastrutturale, come una centrale elettrica, realizzata attraverso delle società veicolo per consentirne la costruzione prima della produzione di ricavi in ripagamento del debito; sarebbe dunque come dire che quella centrale non è di Enel o di Acea ma di una società". Infine a MyRoma, Baldissoni afferma: “La Roma – afferma – è estranea all’impegno finanziario della costruzione del nuovo stadio, ma ciò non significa che non abbia un interesse e un beneficio diretto dalla costruzione stessa, che viene realizzata da una società sorella all’interno della stessa holding, come hanno fatto il Lione e l’Arsenal”. Insomma le spiegazioni del dg non hanno convinto in pieno però i piccoli azionisti. Qualcuno come Fabio Palma chiosa con una speranza: "Sono ottimista e convinto che un domani lo stadio della Roma sarà veramente della Roma”.

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