I fondi non bocciano la Leonardo di Profumo

I fondi non bocciano la Leonardo di Profumo
17 Maggio Mag 2017 9 giorni fa

All'assemblea dei soci la lista del Tesoro prende il 62% dei voti, quella delle minoranze il 37%

In Leonardo Finmeccanica finisce l'era Moretti e inizia quella di Alessandro Profumo. Con qualche mal di pancia da pare dei fondi ma senza la battaglia che si poteva immaginare alla vigilia, accompagnata dalla notizia del rinvio a giudizio chiesto dalla procura di Milano per l'ex banchiere di Mps. L'assemblea dei soci ha approvato con il 62,07% dei voti presenti (pari al 67,43% del capitale) l'elenco dei consiglieri presentato dalla maggioranza, ovvero dal Tesoro che controlla il 30,2% del gruppo, mentre il 37% ha scelto quella di minoranza presentata da Assogestioni. Scomponendo i dati sui votanti, si vede che i portatori di 188 milioni di azioni non sono andati a votare, tre milioni si sono presentati in assemblea ma si sono astenuti, 174 milioni di azioni in mano allo Stato hanno ovviamente votato la lista del Mef insieme a 68 milioni in tasca ad altri azionisti mentre 144,4 milioni hanno votato la seconda lista.

L'appuntamento ha registrato una consistente partecipazione degli investitori istituzionali in larga maggioranza esteri - presenti con circa il 35% del capitale, in crescita rispetto alla partecipazione del 31% dell'anno scorso. Dopo il Mef, fra i cinque maggiori soci presenti ieri si è piazzato l'Europe Pacific Growth Fund, che possiede circa 170 milioni di azioni (quasi il 3%). Le posizioni successive sono occupate dalla Libica Lia (2,1%), il Schroder International Selection Fund (1,6%) e il governo della Norvegia (1,2%). «Evidentemente anche gli azionisti istituzionali hanno apprezzato la lista che il Tesoro ha presentato. È un primo passo, poi ce ne saranno tanti altri da fare», ha commentato Profumo prima della riunione del nuovo cda che in serata gli ha conferito le deleghe operative.

Sul fronte della governance, ad essere passato con il 99,4% dei voti presenti è anche l'aumento delle poltrone da 11 a 12 (4 vanno alle minoranze e 8 all'azionista pubblico). Il nome del «dodicesimo uomo» in campo è spuntato l'11 aprile quando il ministero dell'Economia aveva deciso di allungare per tre esercizi il numero dei consiglieri a 12, ovvero uno in più rispetto a quelli comunicati il 18 marzo quando vennero presentate le liste ufficiali per le poltrone nelle partecipate. La new entry portata dal Tesoro è Antonino Turicchi, dirigente del Tesoro che oggi siede anche nel cda di Mps in quota Axa. Lo stesso Monte di cui era presidente Profumo.

L'assemblea ha poi approvato (al 99%) il bilancio 2016 chiuso con un utile di 504 milioni che farà incassare allo Stato una cedola di 24,45 milioni. Via libera, infine, alla modifica allo statuto «anti-ribaltone», già introdotta da altre partecipate pubbliche come Enel e Terna, che serve a blindare il controllo del Tesoro sulla società a partire dal prossimo rinnovo: anche se in assemblea dovesse spuntarla la lista delle minoranze i suoi candidati sarebbero eletti insieme a quelli della seconda lista che ha ottenuto più voti, verosimilmente quella del Mef.

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