Signora, scaramanzie e nervi scoperti

17 Maggio Mag 2017 17 maggio 2017

di Tony Damascelli

Festa sì ma molto piemontese. Dunque niente torpedoni cabriolet con giro cittadino. L'eventuale vittoria della coppa Italia e quella più probabile dello scudetto non prevedono carnevali torinesi. I tifosi devono farsene una ragione, godono da sei anni, hanno uno stadio tutto per loro, la squadra ha riempito ventri molli e affamati da tempo. Verrà il tempo, forse, chissà, Cardiff, il Galles, giugno, la Champions, quella roba lì che non viene nominata perché porta male. In un mondo di comunicazione fredda, pilotata e gestita anche da persone acide, la passione della piazza non trova posto se non a titolo personale, volontario. Il club non partecipa, non sponsorizza sta già pagando penali alte proprio per queste ragioni. La Juventus, dunque, delude il suo popolo che pensava ad una settimana di ricchi premi e cotillons. Tutto bloccato, tutto rinviato, la tensione è alta, i due pareggi nelle ultime tre partite di campionato, la sconfitta cattiva di Roma, hanno lasciato il segno. Allegri dovrebbe essere il più quieto di tutti ma il suo apparente fair play televisivo viene smentito dalle offese agli avversari, arbitri, assistenti e dirigenti dei club rivali, come è accaduto all'Olimpico. Segnale di fumo grigio. Le dichiarazioni di Bonucci «abbiamo fatto un allenamento non positivo c'erano avvisaglie di una gara non positiva» conferma, non soltanto l'esibizionismo palabratico del giocatore che in altri tempi sarebbe già stato punito pesantemente, ma l'assenza di un vero capo (dovrebbe essere Buffon) all'interno dello spogliatoio aperto a qualunque voce. Il rinvio dei festeggiamenti rientra nelle abitudini scaramantiche di qualunque squadra.

La Juventus non è diversa dalle altre, da sempre. Boniperti sceglieva lo stesso hotel milanese che aveva sui vetri della hall una V che per il presidente significava, ovviamente, vittoria; Pianelli non abbandonò lo stesso gessato di doppia lana fino all'ultima giornata estiva di campionato, vinto; Costantino Rozzi usava gettare il sale sul terreno del campo di Ascoli, per allontanare il malocchio. Cambiati i presidenti, è rimasta la fuga dalla jella, quella va scansata davvero, ricorrendo a tutti i gesti apotropaici. Compreso il torpedone scoperto.

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