Giro sempre più straniero. Eguagliato il digiuno record

Giro sempre più straniero. Eguagliato il digiuno record
18 Maggio Mag 2017 18 maggio 2017

Tappa allo spagnolo Fraile, 13 consecutive senza vittorie italiane come nel 2009-10: l'ultimo fu Nibali un anno fa

Bagno di Romagna - L'unica cosa che cambia è la contabilità sul digiuno di vittorie italiane al Giro d'Italia. Per il resto tutto uguale, tutto invariato e immutato. Maglia rosa sulle spalle dell'olandese Tom Dumoulin, distacchi congelati, tappa che per l'undicesima volta finisce a un forestiero.

Vince uno spagnolo, e lo fa in maniera dirompente, aggiudicandosi la frazione di ieri mettendo in campo una prestazione davvero maiuscola. Resta da stabilire se a dare la spinta a Omar Fraile, iberico della Dimension Data, sia stata la visita al villaggio di partenza a Firenze di Mark Cavendish, suo compagno di squadra, fermo ai box per una fastidiosa forma di mononucleosi.

Fraile è indemoniato. Tutto il giorno all'attacco, con la fame di un vero cannibale. Entra nella fuga di giornata, partita sulle rampe del Passo della Consuma, poi attacca con Mikel Landa e resta allo scoperto per buona parte della tappa. Quindi, una volta raggiunto da un gruppetto di altri temerari, rifiata, recupera le forze, si alimenta e infine, insegue Pierre Rolland, che scatta per andare a caccia di gloria. Già che c'è lo spagnolo fa incetta di punti per la classifica del gran premio della montagna (maglia azzurra, ndr) e alla fine si trova a giocarsi la vittoria con Rui Costa, Rolland e Kangert. Nello sprint finale non ha rivali, e li mette tutti in fila da padrone assoluto, ritrovando la vittoria dopo due anni. «Sono felice, è il giorno più bello della mia vita di corridore», dice.

Per la classifica generale in tanti hanno provato a mettere in difficoltà Dumoulin: prima Quintana manda all'attacco Amador, poi sull'ultima salita (il monte Fumaiolo) accelerano prima Nibali e quindi Pinot, con Geraint Thomas e Steven Kruijswijk che perdono le ruote e pagano una cinquantina di secondi.

Zero tituli, per l'Italia del pedale. Ieri sul traguardo di Bagno di Romagna è stata eguagliata la triste striscia negativa. Undici tappe senza una vittoria che sia una. Il digiuno considerando anche le ultime frazioni del 2016 si allunga a 13 tappe, ovvero dall'ultimo successo italiano firmato da Nibali a Risoul. Questa striscia negativa da Giro a Giro eguaglia quella del 2009-10, iniziata dopo la vittoria del povero Michele Scarponi a Benevento nella 18ª tappa del 2009 e interrotta da Filippo Pozzato, che si aggiudicò la frazione di Porto Recanati, tappa numero 12 del Giro d'Italia 2010.

Il record di digiuno iniziale di tappe in un Giro era invece di 10 (considerando le vittorie individuali, nel 2010 va esclusa la cronometro a squadre) e ieri questo primato negativo è stato addirittura battuto. Se oggi a Reggio Emilia resteremo a bocca asciutta, saremo però costretti ad aggiornare ulteriormente le statistiche. In negativo, purtroppo.

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