Bruxelles stanga Facebook: «Maxi-multa da 110 milioni»

19 Maggio Mag 2017 3 giorni fa

Il gruppo ha mentito sul collegamento dei suoi utenti con quelli WhatsApp. La replica: «Agito in buona fede»

Maddalena Camera

Il troppo monopolio porta alla multa. È il destino dei colossi Usa dell'hi-tech. Finita l'era di Microsoft, azienda ormai quasi antica, questa settimana nel mirino dell'Antitrust Ue c'è Facebook che ha beccato una sanzione da 110 milioni per aver dichiarato nel 2014, mentre l'esecutivo Ue valutava l'acquisizione di WhatsApp fatta dalla società fondata da Mark Zuckerberg, di non essere in grado di stabilire una corrispondenza automatica tra i numeri di telefono del sistema di messaggistica e i profili degli utenti del social. Il collegamento è stato reso possibile lo scorso agosto ma, secondo la commissione, la possibilità tecnica di effettuarlo era già a conoscenza dello staff di Menlo Park al momento della comunicazione. «La decisione manda un segnale chiaro alle aziende: devono rispettare tutti gli aspetti della normativa Ue sulle concentrazioni», ha spiegato la commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager.

Facebook ha risposto che gli errori commessi nel 2014 non sono stati intenzionali. «La Commissione ha confermato che non c'è un impatto sulla decisione relativa alla fusione. Abbiamo agito in buona fede cercando di fornire informazioni accurate in ogni momento».

Contraria la European Consumer Organisation (Beuc), organizzazione che raccoglie le associazioni dei consumatori di diversi Paesi Ue. «È molto deludente che la Commissione abbia deciso di non rivedere la sua decisione originale riguardo alla fusione di Facebook con WhatsApp. Questo caso mostra la necessità per gli organismi antitrust di cooperare più strettamente con quelli che si occupano di privacy, che stanno attualmente esaminando come Facebook utilizza i dati personali».

In questo ambito rientra la sanzione da 3 milioni di euro comminata nei giorni scorsi dall'Antitrust italiana direttamente a WhatsApp con la motivazione di aver indotto gli utenti «ad accettare integralmente i nuovi termini di utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook». In Borsa il titolo Facebook non ha sofferto. Anzi nel poeriggio era in rialzo dell'1,1%.

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