Droni kamikaze per i reparti speciali Usa in Iraq

Droni kamikaze per i reparti speciali Usa in Iraq
19 Maggio Mag 2017 19 maggio 2017

SOCOM ha richiesto per i propri operatori in Iraq droni kamikaze a basso costo tipo Switchblade. Entro il 2019 ogni squadra di fanteria Usa sarà equipaggiata con uno sciame di droni.

Il Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti, SOCOM, ha richiesto per i propri operatori in Iraq, droni kamikaze a basso costo per le procedure di attacco rapido. La fornitura, richiesta come “urgente necessità operativa congiunta”, è stata avanzata lo scorso gennaio ed è stata interamente consegnata. Nello specifico, SOCOM ha ottenuto 325 LMAMS, acronimo per Lethal Miniature Aerial Missile Systems tipo Switchblade, attualmente nella versione Block 10C. Realizzato dalla AeroVironment Inc., Switchblade pesa meno di tre chili e si può trasportare in uno zaino. La sua propulsione elettrica lo rende pressoché silenzioso. Lanciato da un semplice cilindro, estende le ali ed ha un’autonomia di quindici minuti. E’ dotato di una telecamera a colori/infrarossi che consente all’operatore in remoto di identificare un bersaglio in tempo reale e navigazione GPS. Scelto ed agganciato l’obiettivo fisso o in movimento, Switchblade si lancia a 90 miglia all’ora, in modalità manuale o autonoma, con una testata programmabile ad esplosione mirata. L’implementazione di svariati sistemi ad unità combattenti terrestri, conferisce loro una capacità di decimare gli avversari a distanza. AeroVironment ha annunciato un nuovo lanciatore da 20 Switchblade con autonomia estesa di trenta minuti.

L’opinione pubblica è stata abituata a riconoscere i Reaper ed a credere fossero i principali artefici dei raid nelle zone di crisi. Tuttavia, soltanto in Afghanistan nell’operazione Enduring Freedom, gli Usa hanno schierato oltre quattromila Switchblade. Al programma Lethal Miniature Aerial Munition System del Pentagono partecipano alcuni dei più grandi appaltatori della difesa del pianeta. Textron Inc. con la sua bomba volante Battlehawk e Lockheed Martin con il suo Terminator. Al programma partecipano anche gli israeliani, con l’Hero-30 prodotto dalla uVision. Pesante tre chili, Hero-30 ha una testata da 500 grammi ed un‘autonomia di 40 km. La tecnologia dei droni non è da tempo esclusiva pertinenza dei militari. Con poche centinaia di euro, chiunque può acquistare un drone stabilizzato dotato di telecamera HD e GPS. La pronta disponibilità di questo tipo di tecnologia offusca la linea tra elettronica militare e commerciale. Le forze speciali Usa sono al momento alla ricerca di droni missilistici, definiti loitering munition, in grado di neutralizzare bersagli più grandi o leggermente corazzati. La richiesta dei droni kamikaze a basso costo è costante poiché utilizzati nei teatri dove non è necessario il livello tecnologico dei Reaper MQ-9 della General Atomics. Proprio in Iraq, l’Isis ha testato con successo sciami di droni contro le forze della Coalizione. I quadricotteri modificati per trasportare delle granate da 40 millimetri, sono stati utilizzati a sciame su Mosul.

Marine Corps Operating Concept

Nella nuova dottrina di riferimento per i futuri contesti operativi, l’impiego dei droni è ritenuto imperativo. L’obiettivo è quello di fornire ad ogni squadra di fanteria uno sciame di droni a basso costo. Le manovre effettuate durante il Marine Air Ground Task Force Integrated Experiment 2016, lo scorso agosto, hanno validato le nuove teorie per le squadre assistite. Probabile il ricorso alla stampa 3-D per far fronte alle richieste logistiche del Corpo dei Marine. Nel Marine Corps Operating Concept previste anche delle squadriglie UCAV autonome a supporto delle unità di prima linea. A differenza dei modelli attuali come l'MQ-9 Reaper, i droni concepiti nella nuova dottrina di riferimento saranno del tutto autonomi. Il controllo dello sciame avverrà tramite una sorta di auricolare audio. Invece di avere un flusso costante di dati che richiedono un operatore a tempo pieno per rivedere e interpretare le immagini, i droni si gestiranno autonomamente e saranno in grado di reagire alle minacce. Il nuovo concetto di autonomia si basa sulla presenza umana nel ciclo decisionale nell’esclusivo impiego della forza letale. In tutti gli altri casi, gli UCAV saranno autonomi. Lo sciame ipotizzato dal Corpo dei Marine sarà composto da un minimo di dieci ad un massimo di 40 droni di diversi tipi. Il drone tattico RQ-11 Raven ha un'autonomia di circa 90 minuti. La nuova componente UCAV a supporto dei Marine dovrà volare per 12 ore o, comunque, il tempo necessario per completare una singola missione. Qualora la situazione lo richiedesse, i droni saranno in grado di assicurare una presenza persistente. Secondo il rapporto, un equipaggio di terra formato da tre persone, dovrebbe essere in grado di gestire una formazione di 40 droni il cui peso dovrà essere compreso tra i due ed i dodici chili. Lo sciame sarà formato da diversi come lo Switchblade, con testata esplosiva da mezzo chilo. Previste anche una serie di micro-munizioni a guida laser o GPS. Lo sciame armato a basso costo è concepito per annullare i tempi di attesa di un supporto aereo classico.

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