Migranti nascosti nel furgone: le toghe graziano la No border

Migranti nascosti nel furgone: le toghe graziano la No border
19 Maggio Mag 2017 9 giorni fa

Si è chiuso in tribunale a Nizza, con una ammenda di mille euro il processo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei confronti di Francesca Peirotti

Se il tribunale italiano li assolve, quello francese (almeno) fa finta di condannarli. Si è, infatti, chiuso, stamani, in tribunale a Nizza, con una ammenda di mille euro il processo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei confronti di Francesca Peirotti, la ventinovenne di Cuneo che il 9 novembre del 2016 venne trovata con otto stranieri irregolari nascosti nel proprio furgone. Dunque, la storia di un altro passeur umanitario che finisce a "tarallucci e vino". Il motivo è molto semplice: Francesca, così come tutti gli altri, ha dichiarato di aver trasportato gli stranieri oltreconfine per motivi umanitari legati alla libera circolazione dei migranti in Europa.

Non importa, poi, che tra questi potessero nascondersi delinquenti o terroristi, i nobili intenti lavano qualsiasi sospetto alla sua origine. Il 27 aprile scorso, in tribunale a Imperia, veniva assolto con formula piena per non aver commesso il fatto: Felix Croft, 28 anni, il passeur umanitario francese, arrestato nel luglio scorso, alla barriera autostradale di Ventimiglia, mentre all'interno della propria auto, una Citroen station wagon, tentava di portare in Francia una famiglia di migranti nigeriani composta da: marito, moglie, due bambini e il fratello del marito. Nel suo caso, il procuratore di Imperia, Grazia Pradella, che aveva chiesto 3 anni e 4 mesi, nelle sue contro repliche mise proprio in luce a corredo della sua richiesta di pena l'aspetto della sicurezza della nazione. Niente da fare. Croft ha dimostrato di aver trasportato gli stranieri spinto da motivi umanitari e per lui quel processo si è chiuso in una "bolla di sapone". Prima ancora c'era Cedric Herrou, il contadino-passeur della Val Roia, sopra Ventimiglia, che nel 2016 aiutò circa duecento migranti, tra cui molti bambini, a passare la frontiera italo-francese. Nei suoi confronti la pena è stata molto più "severa": 3.000 euro di ammenda.

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