The Kolors: «Il pop contro il dominio del web»

19 Maggio Mag 2017 7 giorni fa

La band di Stash pubblica il disco «You». E in un brano suonano due musicisti degli Oasis

In fondo hanno scelto la via più complicata. Dopo il gigantesco successo di Out, avrebbero potuto accendere la fotocopiatrice sonora e sfornare un'altra sequenza di successi radiofonici. Invece i The Kolors no. Le canzoni di You (edito da Baraonda e Artist First e che, come spiega Claudio Ferrante di Artist First, sarà distribuito in addirittura centomila copie) sono una evoluzione molto più ragionata e filtrata, godono di una produzione ai limiti della perfezione e ricamano tutte un filo conduttore orwelliano.

Stash, che è il leader e ha «come prolungamenti del corpo» gli altri musicisti Alex e Daniele, riassume così: «Questo disco è una specie di denuncia, un invito alla ribellione in un mondo sotto osservazione, una specie di Grande Fratello che condiziona i nostri gusti e le nostre scelte attraverso i social e il web». Non una novità, certo.

Ma è comunque un grande segno di autorevolezza visto che i The Kolors arrivano in parte da quel mondo. Hanno vinto Amici nel 2015. Sono stati testimonial di Vodafone con il tormentone Everytime. E, soprattutto grazie a Stash, sono diventati icone adolescenziali seguendo il classico percorso che dalla tv porta alla centralità del pop. Però poi, anche a conferma di una sensibilità musicale obiettivamente raffinata, hanno dato una svolta. «Dopo il talent show - spiega Stash - di solito si cerca di sfornare canzoni a raffica per evitare di essere dimenticati. Noi invece ci siamo fermati per concentrarci e trovare nuove ispirazioni». Hanno ascoltato gruppi di enorme successo come il duo americano Twenty One Pilots e i francesi Justice e si sono confrontati con idoli inevitabili come i Pink Floyd (chiaro il riferimento nello strumentale Souls connected) o Michael Jackson (Stash lo ricorda qui e là) e i Police («Li ascoltavamo molto quando abbiamo registrato Crazy», dice Daniele).

In sostanza un disco cantato in inglese che mescola chitarre funky alla Chic a costruzioni melodiche che hanno il colore dell'r&b, mostrando una compattezza sonora nella ritmica e nella scansione dei versi da essere potenzialmente adottabile anche all'estero. E non solo per gli ospiti (Gem Archer e Andy Bells degli Oasis in Dream alone) ma anche per una attitudine che, soprattutto nel grande tour che partirà in autunno, può davvero trasformarli in un fenomeno di lungo corso. PG

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