Veltroni: "Roma oggi non conta più nulla"

Veltroni: Roma oggi non conta più nulla
19 Maggio Mag 2017 19 maggio 2017

Veltroni sulla legge elettorale: "Il proporzionale è la peggiore ipotesi. Se Pisapia unisse la sinistra si potrebbe fare un'alleanza con il Pd". Il M5S: "Un'incognita che può diventare un pericolo"

Ha guidato la Capitale per sette anni, dal 2001 al 2008. Oggi Walter Veltroni, davanti alle telecamere di Otto e mezzo (La7), usa parole molto amare verso la sua città. "Nei cinque anni in cui fui eletto io, e negli anni di Rutelli, Roma era una città importante, aveva l’orgoglio della sua identità. Oggi no, ma non solo per colpa della Raggi. In generale, per colpa della politica". La colpa, quindi, non è solo (o tutta) dell'attuale amministrazione M5S, ci sono altri responsabili. L'effetto, però, è sotto gli occhi di tutti: "Roma oggi non conta più". Sul Movimento 5 Stelle Veltroni sottolinea che "sono un'incognita che, nella situazione in cui si trova l'Italia, può diventare un pericolo. Perché non si capisce cosa vogliono fare, non hanno un programma chiaro".

Sul suo rapporto con il Pd, di cui è stato segretario dal 2007 al 2009, Veltroni fa sapere di avere stima per Renzi: "Alle Primarie ero a Buenos Aires. Ho votato e ho votato per Renzi". E sul compagno di tante vecchie battaglie, Massimo D'Alema, osserva: "Mi ha stupito vedere che sia tornato così in prima linea. Ho sempre pensato che, nonostante le divergenze, anche Massimo pensasse che era meglio rimanere uniti. Magari discutendo, ma uniti".

Poi prosegue dando un consiglio a Giuliano Pisapia: "Se riuscisse a unire la sinistra, compreso chi se n'è andato, si potrebbe fare un'alleanza con il Pd. Non direi come fa Renzi 'mai con chi ha tradito', fino a 20 giorni fa stavano assieme". E sul futuro del centrosinistra avverte: "Andare da soli non serve a nulla e non è la vocazione maggioritaria, che significa invece saper dare un indirizzo politico. Però - ammonisce l’ex segretario Pd entrando nel vivo del confronto politico di questi giorni - dipende dalla legge elettorale, e il proporzionale è la peggiore ipotesi".

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