Consigli per gli acquisti Ecco dieci titoli da comprare a Torino

Consigli per gli acquisti Ecco dieci titoli da comprare a Torino
20 Maggio Mag 2017 20 maggio 2017

Si sfreccia con Ford e si passeggia con Flaiano Proust lettore, Gozzano in prosa ed eros cinese...

nostro inviato a Torino

Tre padiglioni, 469 espositori, mille case editrici, 1200 incontri... Come orientarsi fra gli stand del Salone del libro? Un mese fa, a Tempo di Libri, a Milano, abbiamo fatto una scelta dei dieci migliori nuovi titoli portati in fiera, con l'unico criterio della curiosità e del (nostro) gusto. Oggi, per par condicio, facciamo la stessa cosa. Ecco una personalissima Top 10 delle primizie editoriali del Salone.

EPOPEE DI CARTA È un romanzo così grande che l'editore, il Saggiatore, qui a Torino gli ha dedicato lo stand. C'è solo lui, su un enorme espositore. Lei è Joyce Carol Oates, gran dama della letteratura mondiale. E il libro - in realtà una saga in quattro volumi - è Epopea americana: un grande romanzo americano che ora arriva in Italia per la prima volta tradotto integralmente. Ed ecco in tutto il suo fulgore la quadrilogia che racconta mezzo secolo di storia, dagli anni '50 alla fine del '900: prima Il giardino delle delizie, poi I ricchi e quindi (presenti qui in anteprima ma in libreria da settembre) Loro e Il paese delle meraviglie. L'importante non è leggere. Ma leggere bene.

EX ORIENTE EROS L'editrice Luni porta al Salone un'opera colossale (anche fisicamente, due tomi da 600 e 800 pagine, costo complessivo 60 euro, ma vale il prezzo): ecco a voi il leggendario Jin Ping Mei mai prima d'ora tradotto per intero in italiano (da Serafino Balduzzi): scritto nel XVI secolo da un autore ignoto, è uno dei più grandi romanzi cinesi mai scritti (e tra i più erotici della storia della letteratura). Un rocambolesco alternarsi e incrociarsi di sesso, furberie, cene, balli, bordelli e cortigiane. Al centro un mercante di «materia medica» e le sue numerose mogli. Per soddisfare le quali userà le pillole (blu?) di un monaco taoista...

LA CULTURA, CHE AFFARE! Una volta, quando l'Italia era un Paese serio, la politica e la finanza flirtavano volentieri con la Cultura. E i risultati, in termini di iniziative editoriali e ricadute sociali, erano ottimi. Una testimonianza di quel tempo la offre uno strano diario di Riccardo Bacchelli: Le notti di via Bigli (il Mulino), resoconto dei «notturni convegni amichevoli» in casa del banchiere Raffaele Mattioli dove tra le due guerre si trovavano artisti, banchieri, professori... Gerbi, Malagodi, Chabod, La Malfa, Solmi... Gente così. Una leopardiana «società stretta» che sperava di aiutare a costruire una nuova «società aperta». Una lezione da tenere presente.

IL MEGLIO È DIETRO DI NOI Francesco Giubilei è uno dei più giovani editori italiani: ha iniziato a 16 anni (oggi ne ha 25), con la sua Historica edizioni: sigla con cui porta al Salone la nuova collana «Pantheon letterario». Qui dentro si trova il meglio del nostro '900 dimenticato. I primi tre titoli sono: Umberto Boccioni, Perché siamo futuristi (che racchiude i primi sette capitoli di Pittura scultura futuriste, l'unico testo teorico scritto dall'artista); Giulio Benedetti, Enrico Corradini (breve saggio che il grande giornalista dedicò nel 1922 al «padre del nazionalismo italiano») e Alceste De Ambris, Filippo Corridoni (profilo del celebre sindacalista rivoluzionario tracciato nel 1920 dall'autore della Carta del Carnaro). Serve altro?

BUONE COSE DI OTTIMO GUSTO Inquieti, sarcastici, precisi. Moderni. Ecco perché è bene ripubblicarli. Sono Tutti i racconti di Guido Gozzano che l'editore Avagliano raccoglie (tutti, appunto) per la prima volta in volume, a cura di Flaminio Di Biagi. Ma Gozzano fu più grande poeta o prosatore? La risposta la daranno gli accademici. I lettori si godranno queste storie minori garbatamente ironiche, una giocosa analisi parodica della società borghese, firmata dal più borghese dei nostri scrittori: per niente ribelle, felice di stare dentro i salotti che contano. L'Italia della Belle Époque è (anche) questa.

SULLA STRADA IN (E CON) FORD È lo scrittore, peso massimo della letteratura contemporanea americana, dell'America dei grandi spazi. E il Salone del Libro gli dà giustamente molto spazio: è lui la star del Lingotto. Il nuovo libro è Tra loro (Feltrinelli): si riparte dal 1927, la Grande Depressione sta schiantando il Paese e una coppia gira per le strade assolate tra Arkansas e Mississippi su una Ford a due porte. Sono rappresentanti di amido per il bucato, ma soprattutto sono i genitori di Richard Ford... Un buon motivo per ascoltare la sua storia

PEDANTI PEDONI È il sogno di molti: una società a uso e consumo esclusivo di pedoni e biciclette. Su questa cosa scherzava già, da maestro, Ennio Flaiano. Il quale nel 1971 sull'Espresso vergava un irresistibile Manifesto del pedone (ora pubblicato da Henry Beyle) in cui immaginava l'esistenza di un piano segreto elaborato dall'Ente Pedone «contro la progressiva prevaricazione degli Automobilisti»... La lotta è dura ma alla fine prevarrà il buon ed ecologico Pedone. Il colpo di genio (!) è una tassa pesantissima sulle utilitarie. E il risultato sono città silenziose in cui viaggiano poche, esclusive, Rolls-Royce (guidate quasi tutte da cantanti). Però, che incubo...

LA FRANCIA DI DRIEU Alzarsi in volo per guardare il mondo da un'altra prospettiva: è la linea delle edizioni Idrovolante. Vedere le cose da un'altra parte è utile. Ed è utile leggere (per la prima volta in italiano) il saggio di Pierre Drieu La Rochelle Misura della Francia. Scritto nel 1922, il testo è un elogio della patria - spirituale, ideale, geografica, carnale - del collaborazionista Drieu (suicida nel '45) il quale, allora, aveva capito che il punto debole della sua Francia era una bassa demografia (poi, oggi, c'è chi dice che l'islam ci conquisterà non facendo più attentati, ma più figli...).

EDITORI (E CAPITANI) CORAGGIOSI Nino Aragno è un elegante editore il cui motto è: «L'importante è fare libri che non vendano». Se lo può permettere. Pubblica libri, nella loro assoluta inutilità editoriale, essenziali. Come I capitani di Giovanni Botero, filosofo affascinato dal potere. Nel 1607 stampò le vite (a mo' di exempla per i suoi allievi) di una serie di uomini illustri, capitani d'arme, condottieri (e ferventi cattolici...). Un libro del tutto fuori dal nostro tempo. Ecco perché è da leggere.

IL TEMPO DI LEGGERE E infine, visto che siamo a un Salone del libro, è giusto riprendere in mano le pagine che Marcel Proust premise a un celebre saggio di John Ruskin da lui tradotto nel 1905, che da sempre vivono di vita autonoma. Ed ecco La lettura (Greco&Greco editore). Una riflessione sul libro, la lettura, il lettore che - come tutta l'opera di Proust - non ha Tempo. E ora tocca a voi.

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