La sinistra marcia coi migranti. "È razzismo contro gli italiani"

La sinistra marcia coi migranti. È razzismo contro gli italiani
20 Maggio Mag 2017 20 maggio 2017

Sinistra e centri sociali in piazza con islamici e immigrati: "In marcia contro i muri". Le proteste del centrodestra: "Uno schiaffo ai militari feriti in stazione centrale"

L'aggressione di Ismail Tommaso Hosni ai militare in stazione Centrale non è solo un caso, l'ennesimo, di degrado. È la dimostrazione plastica dell'incapacità di integrare dopo aver accolto indiscriminatamente decine di migliaia di migranti. Una drammatica realtà che esplode in tutta la sua gravità nel giorno in cui in Prefettura viene firmato, dopo mesi di dialogo tra il Comune di Milano e le aree limitrofe, un protocollo per l'accoglienza dei richiedenti asilo. E, soprattutto, perché a sostenerlo è quella stessa sinistra che oggi sfila, al fianco di extracomunitari, centri islamici e attivisti dei centri sociali alla manifestazione "Insieme senza Muri" patrocinata dal sindaco Beppe Sala.

In molti, nel centrodestra, avevano suggerito a Sala e al ministro dell'Interno Marco Minniti di annullare la manifestazione all'indomani della vile attacco in stazione Centrale. Non solo perché Hosni, pur essendo il figlio (nato in Italia e, quindi, con passaporto italiano) di un tunisino e di una italiana, non è mai riuscito a integrarsi. Anzi si è, a poco a poco, radicalizzato fino a elogiare i filmati dei tagliagole dell'Isis. La marcia di oggi è anche uno schiaffo in faccia a quei militari che giovedì sera sono stati feriti, a colpi di coltellate, da Hosni. "E quelli del pd cosa fanno? Organizzano una marcia per i migranti - tuona Matteo Salvini - ignoranti e complici, razzisti con gli italiani". Anche il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, aveva chiesto un passo indietro all'assessore comunale Pierfrancesco Majorino, anima della marcia di oggi. "Per rispetto ai due poliziotti che sono stati accoltellati alla Stazione Centrale avrei annullato la manifestazione di oggi", ha detto il leghista invitando il Comune a "investire sulla sicurezza".

Sala e la sinistra non hanno voluto sentire ragioni. "L'integrazione è un valore e una risorsa per tutti", insiste il piddì Khalid Chaouki. E Massimo D'Alema invita tutti i presenti a firmare per abrogare la legge Bossi-Fini che regola i flussi migratori. A porta Venezia si sono ritrovati indiani e boliviani con il vestito tipico delle feste, africani con trombe e tamburi, esponenti dei centri sociali, musulmani appartenenti ai centri islamici più noti della città (guarda la gallery). E, come fa notare Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, anche quegli stessi intellettuali radical chic che, "quando hanno tentato di aprire il centro d'accoglienza a Capalbio dove vanno a fare le vacanze d'estate, sono scesi in piazza per dire no". La folla (almeno 100mila secondo gli organizzatori) sventola bandiere dorate fatte con materiale simile a quello in cui i migranti sono avvolti quando vengono soccorsi in mare. Non mancano, poi, gli striscioni con la scritta "Nessuno è illegale" e i fischi della frangia più estremista a quello stesso Pd che li ha portati in piazza.

"Tutto questo buonismo genera solo razzismo", tuona il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. Il centrodestra è compatto nel bollare la manifestazione pro migranti come una provocazione che ferisce unicamente gli italiani. Quegli stessi italiani che, come fa notare il leghista Paolo Grimoldi, "la sinistra puntualmente dimentica ogni giorno".

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